La storia
 

Alessio e il desiderio di fare il padre: "Chi sbaglia paga, ma ora rivoglio mio figlio"

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11 gen 2017 - 06:21

CATANIA - Avere un figlio è senza dubbio la cosa più bella che si possa mai desiderare, goderselo però lo è ancora di più. Passeggiate al parco, un giro sulle giostre ed un gelato insieme, dormire nello stesso letto e raccontare le favole della buonanotte: a sognare tutto questo è Alessio Ossino, un uomo 31enne originario di Catania che desidera poter vivere con il suo bambino Loris tutti questi momenti. Lui ha deciso di raccontare la propria storia, gli siamo venuti incontro e ha dato tutto se stesso per farci capire il dolore che si prova ad essere padre quasi soltanto per grado di parentela.

Alessio è un noto cantante neomelodico, conosciuto in diverse zone della Sicilia come Catania, Lentini, Messina e Palermo ma anche in Italia in città come Cosenza e Milano: un ambiente che gli ha sempre voluto bene, tutti lo hanno accolto come se fosse arrivato a casa loro. La sua è una famigliaper bene“, così l’ha voluta definire, poiché il padre lavora come agente immobiliare mentre la madre è casalinga.

“Voglio cominciare chiedendo scusa a mio padre, alla mia famiglia per gli sbagli che ho commesso in passato, ovvero fare uso di droga afferma, senza timore, Alessio. “Feci uso di droga dieci anni fa ma ne uscìi a testa alta, girando varie comunità a Sant’Alessio o Caltanissetta. Ricordo quando mio padre, vedendo me fare la valigia, la buttò a terra: gli dissi ‘papà, io non sono morto. Sto andando in comunità’ e lui mi rispose che uno come me in posti come quelli non doveva finirci. Io invece ho insistito fortemente e sono partito. Dai 6 agli 8 mesi io sono migliorato in comunità, dialogavo con le persone e stavo meglio, adesso posso dire che la mia vita è cambiata. Dico ai ragazzi di non rovinarsi la vita così, questa è una strada che non porta da nessuna parte”.

Alessio è inciampato diverse volte, “è giusto che un uomo paghi per gli errori commessi, bisogna pagarlo un prezzo prima o poi”, dice, e oggi ne risente, tanto: lui, infatti, è affetto da attacchi di ansia, perdita di memoria e stato confusionale, depressione e anche bipolarismo. “Non me ne vergogno” ha confessato.

Tutto questo nasce tre anni fa, quando Alessio insieme con la sua famiglia viene sfrattato dalla loro abitazione ad Ognina per delle rate non pagate, trasferendosi quindi a Lentini nella casa, terremotata, della nonna. E suo figlio, Loris, lui non lo vede più: “È un bambino bellissimo, tutta la mia vita. Non si sono resi conto che aveva delle gravissime malformazioni alle dita e al cuore non contando la presenza di un solo rene. Lottavo per mio figlio, per non fargli mancare mai niente e tutto sommato oggi sta bene. Loris mi manca, mi trovo senza mio figlio. L’ultima volta che l’ho visto è stato all’ospedale Cannizzaro, per la vigilia di Natale, e tra l’altro non sapevo nemmeno che lui fosse stato ricoverato, mi nascondevano tutto. Mi trovavo lì perché mio cognato stava male, notai poi delle persone a me conosciute, mi sono informato e, salendo al quinto piano, ho trovato mio figlio sul letto dell’ospedale. Sembra fatto apposta che io debba vedere e ‘godermi’ mio figlio soltanto quando sta male e non in momenti felici”.

Per lui anche la paura di morire: un’esperienza che ci ha voluto raccontare, quella di vivere, mangiare e dormire con i senzatetto dell’ospedale Garibaldi Vecchio di Catania. “Ho stretto amicizia con un uomo di nome Felice, quando posso gli porto alcune cose da mangiare per farlo stare bene. Stando con loro mi sentivo vivo, non tornavo nemmeno a casa. Ringrazio i medici del Garibaldi Vecchio, gente di cuore che ci assisteva. Questo si aggiunge anche ad un’altra mia esperienza con alcuni immigrati, mangiare con loro alla stazione mi ha aperto la mente. Non è vero che sono tutti cattivi, loro mi hanno detto ‘prima di guardare noi, c’è bisogno che diano attenzione a te ed al popolo italiano’. Sono solidale a queste persone e non è giusto che stiano in questa condizione”.

Un figlio si gode anche con il papà – ha proseguito, riprendendo le fila del discorso -. Sarei contento se potessi vederlo anche tre volte alla settimana, nonostante sia sempre troppo poco perché sono dell’idea che un padre debba godersi un figlio tutti i giorni. Sarebbe bello vederlo tutti i giorni. Per me stare con Loris è la cosa più bella del mondo, non l’ho più visto dal momento in cui è uscito dall’ospedale dopo una broncopolmonite la vigilia di Natale”.

Oggi Alessio è caduto nuovamente in depressione dopo averla inizialmente superata con i problemi legati alla droga, prende dei farmaci. I dottori, quando notarono che aveva perso la memoria, gli avevano consigliato il ricovero: “Vivo una situazione molto drammatica, perché abito in una casa dove, per le mie condizioni di salute, non potrei stare. A dirmelo sono stati anche i medici, io però nonostante tutti i problemi barcollo ma non mollo perché ho un figlio splendido che amo. Credo nella giustizia italiana, aspetterò quanto dovuto ma io voglio poter riabbracciare Loris: il diritto di padre è la cosa più bella che possa esistere così anche quello di madre”.

Alessio ha poi voluto ringraziare gli amici di Cosenza che hanno anche affisso uno striscione in segno di solidarietà e sostegno nei suoi confronti e lo ha fatto con questo video, approfittandone per dire grazie anche a tutti quelli che lo hanno sostenuto:

Ai ringraziamenti si aggiungono quelli per il suo avvocato, Monica Catalano, che “mi sostiene nonostante io le chieda sempre a che punto siamo con la pratica per riavere mio figlio. Stiamo combattendo, sto lottando per Loris”.

Abbiamo contattato l’avvocato di Alessio, che ci ha spiegato come procede la pratica: “Noi ci stiamo adoperando sia in sede penale e sia in quella civile. È un suo diritto, niente di più, siamo in una fase d’inizio e non posso dire altro, a breve avremo delle risposte. Dovranno rispondere i magistrati, quello che lui sta facendo va benissimo e deve andare avanti per dimostrare a chi di competenza che gli viene impedito di vedere suo figlio nonostante i solleciti fatti. Ho denunciato, ma bisogna avere contezza delle attività investigative. Vogliamo semplicemente che faccia il padre”.

Ma con chi ha avuto Loris, Alessio? Una “storiella” con una ragazza con la quale però non ha potuto convivere per problemi economici, ecco perché lui non sa cosa significhi “dormire con il proprio figlio accanto, è una cosa gravissima. Mi viene ingiustamente impedito di stare con lui. Io adesso convivo con un’altra ragazza: si chiama Manuela e mi fa sia da moglie che da mamma”.

Alla domanda “che rapporto hai con la madre del bambino?”, lui ha voluto rispondere così: “Non voglio entrare nel merito ma dico soltanto che certe cose non si fanno ed una persona che soffre di depressione non si deve evitare, anzi, le si dovrebbe venire incontro e farla stare con il proprio figlio. Oggi sto cadendo di nuovo a terra”.

Alessio non canterà più: lui preferisce vincere la lotta con il figlio, non con il canto. Lo ha confessato a malincuore, “al 99% non canterò più”. Uscirà però una sua canzone, quasi certamente l’ultima, che parlerà del figlio e della sua storia. “Non mi va di parlare del canto, mi dà pensieri che in questo momento non voglio avere. Colei che invece li toglie dalla mia mente è Manuela, lei mi sta vicina e abbiamo dei caratteri eccezionali. Lei lotta, vuole anche lei che battagli per mio figlio, è una ragazza consapevole e seria”.

Una storia molto particolare, drammatica come lui l’ha definita: adesso Alessio vuole rialzarsi e cerca di lottare per avere indietro suo figlio, una volta per tutte. Questo il suo appello:

Inoltre, la sua collezione di tatuaggi dedicati alla sua storia e al figlio è visibile nella nostra fotogallery.

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Gabriele Paratore



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