Incontro
 

Adinolfi a Biancavilla: "Aborto e matrimonio gay sono falsi miti"

29 dic 2015 - 19:12

BIANCAVILLA - Mario Adinolfi, noto giornalista romano, ha deciso di dire la sua sul tema dell’educazione gender e di insegnare, a chi ne avesse voglia, la strada migliore per comunicare i propri punti di vista direttamente a Palazzo Madama. Tutto ciò è avvenuto a Biancavilla, durante un seminario indetto ieri dall’associazione “Maria SS. dell’Elemosina“.

L’incontro ha visto Mario Adinolfi impegnato a ribadire, ancora una volta, il suo punto di vista. Eutanasia, aborto e matrimoni tra omosessuali sarebbero per lui soltanto delle chimere: “Ad oggi, un essere umano o animale, è sempre nato da un uomo e una donna. Questo fatto è non solo indiscutibile, ma reale e antropologico. Non occorre avere Fede per crederlo e verificarlo. È un dato di fatto. L’utero in affitto, l’eutanasia, che mai chiamo ‘dolce morte’, l’aborto e il matrimonio omosessuale sono soltanto dei falsi miti“.

Mario Adinolfi ha poi deciso di focalizzare la sua attenzione sulla legge Cirinnà, la stessa che Palazzo Madama potrebbe approvare il prossimo 28 gennaio e che consentirebbe anche in Italia di attuare unioni civili e adozioni gay. In particolare, il giornalista romano ha affermato: “I cittadini sappiano che ciò che è naturale lo vogliono far diventare innaturale e obsoleto e che la nascita, ad esempio, potrebbe diventerebbe cosa chimica e da supermercato. Sono stato sempre e resto contrario alle nozze gay, e per non urtare gli amici omosessuali non mi sono mai voluto addentrare in discussioni, quando cercavano di tirarmi dentro. Ma mai ho scritto o detto qualcosa contro gli omosessuali. Come potrei io peccatore? Ho già da pensare ai miei di peccati che non alle voglie e preferenze altrui”.

Nel corso dell’incontro poi, a riprova delle sue tesi, Mario Adinolfi ha “scomodato” persino Elton John il quale, adottando insieme al compagno David il piccolo Zac, avrebbe semplicemente “comprato il figlio senza tenere conto della dignità e del rispetto della persona rendendosi poi conto che questo figlio nato acquistando un ovulo poi fatto inseminare con il loro sperma mescolato e successivamente impiantato dentro un utero in affitto di una seconda donna, piangesse e volesse sin dalla nascita la ‘mamma!’ poiché questo è un fatto naturale. Non siamo noi stessi ad aver pena di un orfano, sia esso di padre o madre quando ne incontriamo uno? È questo che non si vuol capire: tutto ciò serve a ridurre l’uomo a cosa, una cosa che dunque potrà essere comprata e venduta scegliendo da cataloghi attraverso costosissime agenzie che faranno da tramite”. Ciò per Mario Adinolfi “può portare a ciò che in Olanda e Belgio è realtà: inserire nella logica dell’usa e getta e dell’eutanasia anche i minori e i nascituri non sani. Ma i figli non si comprano e allora se non si comprano, i cittadini devono capire e fermare ciò che una legge vuole invece far comprare solo per accontentare alcuni. La mia opinione, all’inizio non capita adesso è compresa anche dalle femministe! E allora forse una ragione c’è! Dobbiamo fermare ciò che fra un mese potrebbe essere attuato e non esiste un forse. Occorre avere ben chiaro, come ben sanno i giocatori juventini che lo hanno scritto nel retro maglia che ‘Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta’. Andiamo sul sito del Senato e scriviamo a ogni singolo senatore, basta cliccare su composizione e verranno fuori tutti i nomi con la rispettiva mail. Facciamo capire che noi cittadini siamo contrari alla Cirinnà e all’innaturalezza della vita“.

All’incontro di Biancavilla era presente anche la giornalista Giuliana Avila Di Stefano la quale ha sottolineato che persino alcuni omosessuali sarebbero propensi a condividere le idee di Mario Adinolfi: “La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia. Dobbiamo unirci come cattolici e non essere deboli e silenziosi come spesso siamo, bisogna fare casino per non arrivare a leggere l’indomani della votazione della Legge dei titoli di giornali che ci ricorderanno come non possiamo più tornare indietro. Qui non c’è un referendum come nel caso dell’aborto o del divorzio. Qui c’è da farsi sentire e anche la Chiesa deve fare la sua parte. Dobbiamo spiegare cos’è l’ideologia gender e come questa può rovinare un paese che si è salvato grazie alla famiglia e alla tutela del soggetto debole. Ascoltiamo Mario: non cediamo su un discorso antropologico, altrimenti cederemo su tutto. Da cattolici esponiamoci e prendiamo una decisione“.

Il dibattito, è indubbio, ha sollevato parecchi punti di vista, più o meno condivisibili, ma egualmente meritevoli di un’analisi attenta e libera da ogni tipo di pregiudizio.

Valentina Idonea