Antimafia
 

Anche Acireale e Ragusa rispondono "presente" alla Giornata della Memoria

Acireale e Ragusa rispondono “presente” alla XXI Giornata della Memoria e dell’impegno

21 mar 2016 - 19:18

ACIREALE - La città di Acireale ha risposto “presente” all’appello della XXI Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime della mafia che si è tenuta questa mattina.

All’iniziativa - promossa da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il pubblico, e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica – hanno preso parte il sindaco, Roberto Barbagallo, i ragazzi delle scuole della cittadina, il presidente del CSVE, Salvo Raffa, volontari e semplici cittadini.

“Acireale ha scelto di celebrare la Giornata della Memoria e dell’Impegno partecipando alla manifestazione nazionale - ha dichiarato il sindaco Barbagallo -. Siamo tutti insieme, scuole, mondo del volontariato ed istituzioni per costruire ‘ponti di memoria e luoghi d’impegno’, così come voluto da Libera, ricordando le oltre 900 vittime di mafie e ribadendo il nostro impegno e la nostra promessa. È un impegno concreto – prosegue – che vogliamo rinsaldare con la rete di attori sociali, con cui agiamo in stretta collaborazione, per costruire percorsi educativi e formativi efficaci, che promuovano una vera cultura di legalità, che vuol dire innanzitutto conoscenza e coscienza, partecipazione consapevole e attiva alla vita delle nostre comunità”.

Manifestazione anche a Ragusa con il sindaco Federico Piccitto, il prefetto Maria Carmela Librizzi, le associazioni e numerosi giovani che hanno sfilato in corteo per le principali vie della città fino a Piazza San Giovanni, luogo in cui si è svolto il momento conclusivo dell’iniziativa.

“L’Amministrazione Comunale – ha detto il sindaco Piccittoritiene fondamentale favorire questi momenti di incontro e riflessione promossi dai giovani studenti per difendere e promuovere la cultura della legalità ed i valori della democrazia”.

“Per combattere la mafia e promuovere la cultura della legalità – ha affermato il prefetto Maria Carmela Librizziè necessario non solo l’impegno delle istituzioni ma anche della società civile e soprattutto dei giovani che devono sentirsi in primo luogo impegnati verso la lotta quotidiana contro l’oppressione mafiosa che si manifesta in diverse forme”.

Marco Bua