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Oltre 500 animali abbandonati tra le feci e senza cure mediche: indagate 3 persone

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13 mag 2017 - 12:29

CATANIA - Ieri, personale del commissariato Borgo-Ognina, insieme a personale della squadra Cinofili e dell’ASP Veterinari, ha effettuato controlli straordinari mirati al contrasto del reato di maltrattamenti di animali.

È stato posto a controllo il canile del quartiere di San Giovanni Galermo, che attualmente ospita 517 cani e diversi gatti.

Gli animali erano stati affidati al canile dai comuni etnei affiliati, tra i quali il comune di Catania, che pagavano un corrispettivo giornaliero per ciascun animale.

Dopo una meticolosa ispezione dei luoghi, particolarmente estesi, sono emerse significative criticità per ciò che riguarda il trattamento e il benessere degli animali (molti dei quali ricoverati per le necessarie cure mediche) e le carenze igienico-sanitarie riscontrate nei luoghi di provenienza.

Gli agenti hanno rilevato che il terreno era cosparso di mangime secco che invece avrebbe dovuto trovarsi nelle apposite ciotole; che l’interno di alcune delle vasche di materiale plastico rigido, utilizzate per l’acqua da bere, presentava un sottile strato di alghe; e, infine, hanno riscontrato la presenza di abbondanti feci non ancora rimosse dal personale di pulizia della struttura.

Le criticità rilevate durante il sopralluogo denotano errori organizzativi che, prolungati nel tempo, possono determinare scarsa qualità della gestione e del governo degli animali, e condizioni di sofferenza.

L’amministratore delegato del canile e i due veterinari responsabili della struttura sono adesso indagati per il reato di abbandono di animali che punisce chi “detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze“.

Il responsabile del canile, B.G., dovrà pagare una sanzione pecuniaria di carattere amministrativo perché nel canile non venivano garantite buone condizioni di vita dei cani ospitati e rispetto delle norme igienico sanitarie.

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Redazione NewSicilia