Amarcord
 

Il "46": la nostra storia

1 ott 2016 - 10:51

CATANIA – “46″ è un numero caro a molti catanesi. Ai più ricorda il 1946, l’anno di fondazione del Calcio Catania, la squadra della città. Ad altri, invece, rievoca un luogo mitico dell’infazia: il civico 46 di via Eleonora d’Angiò, nei pressi del Borgo.

Sono gli anni ’60: il boom economico investe Catania e in breve tempo la città conquista l’appellativo di Milano del Sud. La città è in crescita, così come la sua edilizia. Proprio in quegli anni, al numero 46 di via Eleonora d’Angiò sorge un nuovo complesso residenziale formato da 6 palazzine e abitato da centinaia di giovani famiglie.

In un’epoca in cui i rapporti umani non erano ancora vincolati dallo schermo di un dispositivo elettronico e le uniche chiamate che si potevano ricevere erano quelle delle madri che affacciandosi dalle finestre convocavano i propri figli per il pranzo o per la cena, il “46″ rappresentava con i suoi ampi spazi e gli angoli di verde un luogo mitico nel quale bambini e ragazzi potevano crescere giocando, senza correre i pericoli della strada. Giochi semplici attraverso i quali imparavano a conoscersi, a rispettarsi e a essere amici. Coinvolgendo in questo generale spirito di socializzazione anche le famiglie che organizzavano partite a carte, gite e proiezioni di film.

Negli anni ’70 i bambini del 46 sono cresciuti abbastanza da creare una loro squadra di calcio, talmente ben organizzata da diventare un avversario temibile per tutte le altre formazioni del quartiere.

Gli anni passano e i ragazzi crescono. Ognuno insegue la propria strada e, chi per un motivo, chi per un altro, lascia il “46″. Non senza qualche rimpianto. 

L’esperienza del “46″ ha formato il loro carattere e li ha portati ad affermarsi in vari campi. Tra di loro, oltre a rappresentati e impiegati, figurano anche Giovanni Marziano dirigente della Polizia di Stato, Gianfranco Capilli cardiologo, Giusy Neri dirigente della Polizia Scientifica Sicilia Orientale, Maurizio Napoli vicepreside, Michele Sciuto bancario, Tano Marziano dirigente Miur e vice sindaco di Valverde

Quei ricordi che li hanno formati sono ancora oggi vivi e indelebili. Quei legami dell’infanzia hanno resistito alla prova del tempo e sono ancora forti. Al punto tale che a distanza di 40 anni, i ragazzi del “46″ si sono riuniti per rievocare quel luogo mitico dell’infanzia che non ha mai abbandonato i loro ricordi.

Aurora Circià