Arte

A Vienna pittori italiani rendono omaggio a Dante Alighieri

XII Canto dell’Inferno, Paolo Massimiliano Paterna
3 ago 2016 - 18:50

PALERMO - La saggezza ricorda in tutti i tempi come un popolo che non rispetti e tuteli il suo passato e la sua identità si voca a non avere futuro. Ciò accade da tempo, e funestamente, in Italia, dove la classe politica sottovaluta regolarmente la grandezza ereditata, in campo artistico come culturale, che altri invidiano e che potrebbe costituire invece asse centrale anche di sviluppo economico. La trascurata Pompei ne è esempio. Altro esemplare ammonimento si può trarre dalla insufficiente attenzione riservata alle celebrazioni della ricorrenza del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri, avvenuta lo scorso anno. I dati sono impietosi per la memoria del Sommo Poeta. Alle 173 manifestazioni organizzate dalle comunità italiane all’estero, in tutto il pianeta, anche tramite il grande impegno degli 80 Istituti Italiani di Cultura, si contrappone l’offensiva cifra dei soli 187 eventi tenuti in Italia, prevalentemente curati da strutture culturali, in gran parte a Firenze, Verona, Ravenna e Roma. Lo spazio televisivo riservato è stato inoltre, rispetto ad esempio all’Expo di Milano, meno che marginale. Con la eccezione dei canti della Divina Commedia letti da un immenso Roberto Benigni, realizzati però in anni precedenti e per iniziali differenti motivazioni.

Spulciando tra le più significative manifestazioni troviamo l’iniziativa della Accademia della Crusca e dell’Opera del Vocabolario Italiano, in convenzione con il CNR, per la stesura di un Vocabolario Dantesco che dovrebbe raccogliere l’intero patrimonio lessicale contenuto nelle opere di Dante, in latino ed in volgare, consultabile in versione cartacea ed informatica, e che ci auguriamo giunga davvero a fine. Splendidi i due volumi dell’artista Pippo Madè, La Divina Commedia disegnata, opera offerta e gradita da Papa Francesco, e la Divina Commedia dipinta.

Notevolissime le mostre personali di quadri su temi danteschi tenute nell’ottobre scorso nella Cattedrale Minoritenkirche di Vienna dei Padri francescani, che curano a Ravenna la tomba del Poeta, e che rappresenta punto di riferimento della comunità italiana in Austria. Alla esposizione delle opere dello stesso Madè, uno dei maggiori artisti contemporanei, sono succedute quelle della pittrice Silvia Ruggeri, che vive tra Italia, Germania e Croazia e che vanta mostre a Chicago, Francoforte sul Meno, Lipsia e Roma, e con collezionisti in tutto il mondo. E quella del giovanissimo siciliano Paolo Massimiliano Paterna, che ha già espresso il suo grande talento anche come illustratore, con altre esposizioni a Palermo, Trapani, Milano, Roma ed Oakland, negli Stati Uniti.

Paterna ha presentato nei suoi dipinti una lettura assai originale ancorché profondamente rispettosa della poetica dantesca. Particolarmente apprezzati da un foltissimo pubblico di visitatori i Centauri del XII Canto dell’Inferno di Paterna e l’opera ispirata all’VIII Canto del Purgatorio della Ruggeri.

VIII Canto del Purgatorio, Silvia Ruggeri

 

Appare infine opportuno ricordare la impressionante attualità del pensiero dell’Alighieri che nel De Monarchia tratteggia la necessità di un forte potere laico centrale imperiale (traslata nell’odierno, leggi: europeo), la cui mancanza è una delle forti ragioni della attuale crisi dell’Unione Europea. E in tutta franchezza possiamo ritenere che questi omaggi viennesi dei pittori italiani siano assai più significativi di atti ufficiali celebrativi come la coniazione di un dittico di due euro, uno per Dante l’altro per l’Expo, da riservare ai collezionisti di numismatica. Mentre al differente rispetto che altri europei hanno del proprio passato riserviamo un solo esempio. Ogni anno nella vicina (sotto ogni profilo) Spagna, in ogni livello scolastico, viene riservato gran tempo ed enfasi alla lettura del Don Chisciotte e delle atre opere di Cervantes. In Italia marciamo allegramente verso la riduzione del tempo e della qualità dell’insegnamento della Storia dell’Arte. Quella stessa Arte che l’UNESCO, non il cronista, afferma essere per circa il 70% del totale mondiale presente nel nostro Paese.

Davide Bologna

Redazione NewSicilia



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