Teatro

Un’edizione critica de “I Puritani” per riscoprire e amare Bellini

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19 nov 2015 - 20:06

CATANIA – È stata presentata oggi nel foyer del teatro Vincenzo Bellini di Catania l’edizione critica de “I Puritani“, edita da Ricordi e curata dal musicologo di fama internazionale Fabrizio Della Seta, direttore del Centro studi Belliniani.

Ma cos’è un’edizione critica: è testo che si avvicina il più possibile all’idea originaria dell’autore. “Così come in un testo letterario esistono varie edizioni di uno stesso testo che differiscono l’una dall’altra così avviene in musica – spiega il professore Della Seta -. Ciò significa che si propone una partitura che si avvicini il più possibile all’idea originaria dell’autore. Abbiamo impiegato quasi 12 per realizzare questa partitura critica edita da Ricordi: abbiamo ricostruito, secondo rigorosi criteri, fissati e pubblici, fornendo tutti i dati  che stanno alla base dei ragionamenti. Chi legge una partitura può anche decidere che la soluzione scelta dal curatore non è quella ideale, può anche decidere che esiste una decisione migliore e può farlo sulla base di dati verificati consapevoli, tuttavia, bisogna ricordare che, a differenza del testo letterario una partitura ha necessariamente bisogno di un medium, il musicista che interpreta il brano“.

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Il Centro Studi Belliniani nasce a Catania nel 2001 in occasione del centenario della nascita di Vincenzo Bellini e nell’ambito delle celebrazioni si decise di costituire un centro di ricerche sul cigno della città etnea “come del resto ne esistono per altri compositori in Italia, come Verdi e Rossini - ci spiega Della Seta -. Parte dei lavori del centro studi si rivolse inizialmente alla raccolta dei testi autografi, delle altre fonti musicali antiche e, soprattutto delle lettere, con un duplice scopo: da un lato creare un supporto all’edizione critica pubblicata da Ricordi, dall’altro la realizzazione dell’edizione critica dell’epistolario belliniano“.

Sebbene la divulgazione non sia lo scopo principale del centro studi la sua presenza all’interno della facoltà, oggi Dipartimento di Scienze Umanistiche, avvicina gli studenti alla conoscenza di Bellini e alla ricerca degli studi” afferma Della Seta.

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Il centro alla nascita fu ospitato dal Teatro Bellini, all’epoca della sovrintendenza di Alberto Bombace, fin quando le esigenze di studio e spazi resero necessario il trasferimento nei locali dell’Università di Catania. La costituzione formale del centro è avvenuta nel 2009 e da allora, nominato un prestigioso comitato scientifico, è iniziata un’intensa attività di ricerca, e dall’unione con la Fondazione Bellini, che già operava da tempo, i due enti così unirono le forze verso un unico scopo, sebbene restino formalmente distinti, di raccogliere fonti musicali ed epistolari pubblicando un  Bollettino di studi Belliniani, dal 2015 disponibile online.

La collaborazione tra il centro studi belliniano e il Dipartimento dell’Università di Catania ha ormai una durata decennale – ci racconta la professoressa Maria Rosa De Luca -. Iniziata nel 2006, proprio in occasione delle conferenze di presentazione delle opere e da dieci anni si organizzano in collaborazione con il Teatro Bellini e la Facoltà, oggi Dipartimento, di Lettere e Filosofia, abbiamo portato fin ad ora anche studiosi di levatura internazionale qui al teatro a presentare le opere. Un modo anche per invitare a frequentare il teatro ai nostri studenti, invogliandoli alla conoscenza teatrale. Da quest’anno è anche attivo un laboratorio universitario per approfondire all’interno del sistema produttivo del teatro. Uno degli obiettivi è portare gli studenti al teatro per renderli non solo il pubblico di domani ma anche del presente“.  

Ma Bellini è anche Catania, come ci spiega la professoressa Graziella Seminara: “Quest’iniziativa rientra non solo nel ciclo di presentazione delle opere di Bellini ma nel ciclo di iniziative ‘Bellini nella città di Bellini’ che è organizzato dall’Università, dalla Fondazione Bellini e dal Centro di documentazione per gli studi belliniani e che è arrivato alla seconda edizione: si tratta di un ciclo che punta a restituire la figura di Bellini sia attraverso incontri scientifici sia attraverso esecuzioni musicali, però nei luoghi identitari della sua vicenda esistenziale e artistica, infatti avremo momenti oltre che al Teatro Bellini anche nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini e nella Chiesa di San Francesco Borgia dove Bellini fu battezzato“.

 

 

Viviana Mannoia



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