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Il tramonto della sanità italiana in “Quinto Pilastro”

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14 set 2016 - 20:10

ENNA - «Nella Sanità italiana convivono da sempre due anime: quella amministrativa e quella clinico-sanitaria. Dando per scontato che sacche di illegalità abbiano in ambito sanitario la stessa diffusione percentuale di altri settori della produttività italiana, ma con più alta quantità di danaro, va riconosciuta un’eccessiva presenza amministrativa rispetto alla componente sanitaria, ciò che consente una più larga maglia di penetrazione di possibile componente illegale».

È così che si esprime, senza giri di parole, Aldo Ferrara, medico e docente di Malattie Respiratorie (1983-86) presso l’Università degli Studi di Milano e di Siena (1986-2015), coordinatore scientifico dell’European Research on Automotive Medicine.

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Ed è da questi assunti che nasce “Quinto pilastro. Il tramonto del Sistema Sanitario Nazionale” appena arrivato nelle librerie per Bonfirraro: un panorama a tinte fosche di quello che una volta era ritenuto il fiore all’occhiello del welfare italiano, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Dopo il successo della prima presentazione a Olbia, il volume arriva a Enna, primo capoluogo scelto per la sua première siciliana, proprio per dare lustro alle origini dello stesso autore, figlio di quel Giuseppe Ferrara, medico chirurgo, primo sindaco della città, nel 1943.

L’incontro, organizzato da Bonfirraro editore in sinergia con la Biblioteca Hennaion, si terrà proprio nello spazio letterario di via Roma 416, il prossimo mercoledì 21 settembre, alle 18.

Il direttore Mario Messina interverrà a fianco all’autore, insieme a Pino Grimaldi, primario neurologo emerito, e Mario Alloro, componente commissione Sanità alla Regione siciliana.

Il volume si pregia della prefazione di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche IRCCS “Mario Negri” di Milano, il Centro di caratura internazionale che beneficerà della totalità dei proventi derivanti dalla cessione dei diritti d’autore, secondo un accordo tra l’editore e l’autore.

Sin dal titolo, il volume rinvia subito al “Quarto Potere” di wellesiana memoria. ‘Quinto’, infatti, perché riporta immediatamente all’autorità dei media, tanto indispensabili quanto pervasivi nel denunciare le distorsioni nella sanità, mentre il termine ‘Pilastro’ è ormai entrato di prepotenza nel lessico assicurativo, con le polizze, elemento di svolta dell’assistenza sanitaria.

«È arrivato il momento di aprire gli occhi – afferma perentorio Ferrara – il malato è divenuto un cliente, paga ad ogni prestazione, ripaga con la stessa frequenza con cui si ammala. In pratica alle trattenute dirette ed indirette, deve aggiungere ticket, prestazioni onerose in intra-moenia, date le liste d’attesa, ricorso alla Medicina Specialistica privata. Nessuno dice che il capitolo di spesa più alto è dato dal Dicastero della Salute, neanche quello della Difesa spende tanto, assestato com’è sui 48/50 mld rispetto ai 111 del SSN. E sono soldi derivati dalle tassazioni che impongono altre tasse. Sanità, Scuola, Trasporti sono servizi che lo Stato dovrebbe assicurare senza addendum straordinari, eppure non è così. Ora si richiede che il paziente contribuisca di suo con l’assicurazione (terzo, quarto e finalmente quinto pilastro) ma si demanda ad Ente Privato un servizio che viene sancito per obbligo costituzionale (art. 32)».

Si tratta, dunque, di un’indagine al luminol, condotta dall’autore con acribia stetoscopica, che mira a far emergere le storture e i profili di inefficienza, presenti nel nostro sistema sanitario, regolato innanzitutto dall’articolo 32 della nostra Costituzione che recita:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

E invece, come si desume dai principali Rapporti CENSIS, OASI (2012-16), circa 11 milioni rinunciano alle cure perché onerose, 4 mln rimandano cure odontoiatriche, 7.7 milioni vi hanno avuto accesso indebitandosi e comunque il 56% si è ritenuto insoddisfatto dalle interminabili liste d’attesa.

Eppure gode di un plafond di ben 111 miliardi di euro, il più elevato capitolo di spesa tra i Dicasteri della nostra struttura governativa. Non solo numeri, però.

“Quinto Pilastro” è una denuncia completa e complessa non tanto della malasanità quanto, semmai, della mala gestio e del malfunzionamento che assurgono a ruolo di cause primarie del disavanzo del SSN.

Ci sono Regioni in cui l’Assessorato alla Sanità è trampolino di lancio per carriere politiche di primo livello – non esita ad accusare Ferrara – Formigoni in Lombardia aveva centrato tutto sulla politica della spesa sanitaria che come noto assorbe tuttora dal 76 all’85% del PIL regionale. Chi controlla quell’assessorato è ‘azionista regionale di maggioranza’. Ergo, la commistione ‘controllo della spesa sanitaria – controllo della intera politica regionale’ può divenire un perverso circuito politico in cui la spirale corruttiva si inserisce con molta facilità. I casi lombardi di corruzione hanno questa genesi, indipendentemente dai personaggi coinvolti, tuttora e spesso con presunzione di innocenza”.

Ferrara, dunque, dà ampio spazio ai venti anni di aziendalizzazione, la cui alterazione ha «trasformato il malato in cliente» e fa scoprire al lettore via via quelli che sono gli ostacoli che hanno arrugginito una macchina nata per essere democratica, veloce ed efficiente: «Si tratta di un modello sanitario nel quale chi più possiede, in termini di reddito, più facilmente accedere ai servizi e alla loro qualità. Quindi, una sanità non per tutti ma per pochi».

Daniela Torrisi



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