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Teatro Stabile, l’Ars nomina Giorgio Pace commissario dell’ente

teatro stabile
14 lug 2016 - 07:28

CATANIA – È stato ratificato dall’Ars il decreto, su firma dell’assessore regionale al Turismo Antony Barbagallo, che conferma la nomina di Giorgio Pace, sovrintendente della Foss di Palermo ed esperto del settore culturale, commissario regionale del Teatro.

Il sovrintendente avrà il difficile compito di risolvere la drammatica situazione debitoria dello Stabile che vanta un disavanzo economico di ben 13 milioni di euro, ridare fiducia ai trentacinque dipendenti e alle loro famiglie in sciopero dal 17 aprile, riprendere l’attività artistica sin da questa stagione estiva e porre rimedio ai sigilli posti dagli ufficiali giudiziari al Musco per due anni di affitto non pagati ai proprietari e quindi decidere se continuare a far vivere la storica sala o abbandonarla.

Pace, modicano di origini ma catanese d’adozione, esperto in risanamenti finanziari di enti culturali è stato scelto dalla Regione per evitare che il Teatro Stabile di Catania dichiari fallimento.

I segretari della Cgil Giacomo Rota e della Sic Cgl Davide Foti dichiarano: “La burocrazia ha sbloccato la nomina del commissario Pace, a cui auguriamo buon lavoro in una situazione che vede lo Stabile in default finanziario ma anche tragicamente fermo dal punto di vista produttivo. Il commissario ha davanti a se una strada lunga e tortuosa e crediamo che solo grazie ai progetti condivisi con sindacati, lavoratori e artisti il caso Stabile può trovare uno sbocco definitivo e positivo. Ovviamente ci aspettiamo che i soci evitino strumentalizzazioni inutili e beghe politiche fini a se stesse. Speriamo che si insedi al più presto poiché questa città, l’Ente Teatro e tutte le maestranze hanno la necessità di respirare di nuovo cultura e sapere. Da questo punto può ripartire la speranza di una ripresa culturale volano di crescita anche economica”.

Il commissario non solo dovrà sanare le casse dello Stabile, ma dovrà far avvicinare anche abbonati, giovani e amanti del teatro delusi da una politica amministrativa fin troppo autoreferenziale.

Elisa Guccione

Redazione NewSicilia



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