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Sui Monti Peloritani opere senza cemento del Genio militare nell’800

27 ott 2014 - 06:00

MESSINA - Sui monti Peloritani si è svolto il primo evento del weekend, programmato nell’area attrezzata del Vivaio Forestale di “Ziriò” e dedicato alle “Opere del Genio Militare tra il XIX e il XX secolo per la tutela e la salvaguardia del Territorio dal rischio Idrogeologico”.

Sono intervenuti alla inaugurazione l’arch. Gustavo Lampi dirigente dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, l’arch. Giuseppe Aveni dirigente provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali e il prof. Vincenzo Caruso direttore del Museo Storico di Forte Cavalli.

dirigenti  forestale

Dopo i brevi interventi di saluto effettuati dagli architetti Lampi e Aveni, si è proceduto alla scopertura della prima tabella in legno. Il prof. Caruso ha, poi, accompagnato i presenti in un tour dell’area, che è servito a descrivere le varie opere architettoniche militari, che ha sottolineato “ancora oggi dopo oltre cento anni sono integre e funzionali”.

monti peloritani bike

Un folto gruppo di amanti della montagna e in particolare dei “Peloritani”, ha seguito il tour e l’intera manifestazione, tante sono state le domande rivolte a Caruso, che con le sue risposte ha di riflesso mostrato e fatto conoscere come nell’800 era possibile tutelare i pendii e le strade da frane e smottamenti senza l’uso di cemento. Caruso ha confermato, che “questo ricco patrimonio architettonico è stato armonicamente inserito da oltre un anno, nei tour turistici, ad iniziare dal turismo da crociera”.

Il prof. Caruso prima di concludere il tour ha invitato gli intervenuti al Museo di Forte Cavalli, dove con una mostra si fa la storia delle Strade Militari e delle Opere idrauliche distribuite su esse, realizzate a cavallo tra il XIX e il XX secolo sui monti Peloritani.

monti peloritani

Presso la piazza d’Armi di Forte Cavalli sito a Monte Gallo sopra l’area Artigianale di Larderia, una Mostra iconografica (espressione di una ricerca realizzata nell’ambito del dottorato in “Turismo, Territorio e Ambiente”, presso il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Messina) racconta le “Regie Trazzere” del periodo umbertino e le Opere d’Arte architettonica su di esse distribuite, finalmente classificate e geo-referenziate al fine di una fruizione da parte degli appassionati di trekking, percorsi a cavallo e in mountain bike.

La manifestazione è stata patrocinata dall’Assemblea Regionale Siciliana e realizzata in collaborazione con l’Ispettorato delle Foreste, l’Azienda Forestale, il Comando Regione Militare Sud di Palermo e la Brigata Aosta di Messina.

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Redazione NewSicilia



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