Recensione

“Il sogno di Chiara” di Lorenzo Marotta

28 ago 2014 - 21:33

AIDONE – Incontro culturale ad Aidone dove è stato presentato il libro “Il sogno di Chiara” dello scrittore Lorenzo Marotta con la partecipazione del sindaco Enzo Lacchiana e gli interventi di Carla Calcagno, Zagara Palermo e Rosa Muscarà che ha interpretato con eleganza brani del libro.

Dopo Le ali del Vento, (2012), e Le ombre del male (2013), Lorenzo Marotta, con il nuovo romanzo Il sogno di Chiara, (Vertigo 2014), si conferma – come è stato scritto – “raffinato scrittore dei sentimenti”.

La vicenda del romanzo ruota attorno a due figure centrali. La prima, Chiara, la giovane nata da una violenza subìta a Parigi dalla madre da parte del compagno Paul, un artista maledetto dal passato difficile, che nulla sa dell’esistenza di lei; e l’altra il padre Paul, vero e proprio fantasma che vive nel ricordo degli altri e attraverso la genialità delle sue  opere pittoriche.

Attorno ai protagonisti una galleria di fatti, di personaggi, di avvenimenti, che portano la vicenda narrata  a scorrere dalla Sicilia a Roma, Firenze, Parigi, luogo privilegiato del viaggio di Chiara alla ricerca del padre sconosciuto. Qui Paul è stato adottato, dopo anni di abbandoni e di violenza, qui studia arte ed affina il suo talento pittorico, qui si apre alla vita prima di essere ancora una volta travolto dal male per decidere di vivere in un luogo senza memoria.

Una scelta estrema, al limite dell’immaginario e dell’inverosimile. Ma di quel passato sono rimaste le opere pittoriche di Paul con le quali egli si fa profeta visionario della disumanizzazione dell’umanità nella nostra contemporaneità. E’ da qui che Chiara ricostruisce, non senza pericoli personali e colpi di scena, l’esile filigrana dell’esistenza di lui.

Scritto con leggerezza calviniana, Il sogno di Chiara, unisce alla lettura accattivante e scorrevole richiami a fatti storici del complesso mondo serbo-bosniaco, del dispotismo sovietico in Ungheria, della fine della seconda guerra mondiale. Elemento strutturante della cifra letteraria di Lorenzo Marotta è l’arte intesa come la capacità di cogliere assieme alla luce anche l’ombra che accompagna la vita e gli avvenimenti. Un viaggio multiplo dunque proposto dall’autore in questo nuovo libro, sia come discesa agli inferi, tra le brutture del vissuto, sia come redenzione e speranza quando l’amore si fa perdono. Proprio vero! Un’incredibile storia dai mille risvolti umani, che fa riflettere sul senso dell’essere genitori e figli, come è scritto nella copertina.

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Redazione NewSicilia



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