Curiosità

Lo scherzo di Carnevale: origini della festa più caotica

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20 feb 2017 - 06:28

CATANIA – Lo scherzo di rovesciare l’ordine gerarchico e allontanare gli spiriti maligni indossando delle maschere.

È nato così Carnevale, il nostro personaggio di oggi. La festa che precede la Quaresima si avvicina sempre più ed è ormai tradizione vedere dei carri esteticamente maestosi e bambini mascherati anno dopo anno.

Ma quando è nato e soprattutto perché Carnevale bussa alle nostre porte per festeggiare? E cosa si festeggia?

Il termine “carnevale” deriva dalla locuzione latina carnem levare ovvero, letteralmente, “privarsi della carne”, che si riferisce all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima e quindi nel “martedì grasso” che precede il “mercoledì delle ceneri”. Il martedì grasso è da sempre l’occasione per gustare i dolci tipici del carnevale, come chiacchiere o frittelle.

È una festa appartenente a quei paesi tradizionalmente cattolici: in alcune località le maschere servivano appunto a cacciare degli spiriti maligni, mentre nell’Antica Roma ad esempio Carnevale rovesciava l’ordine delle classi sociali, dando spazio allo scherzo e al disordine, anche solo per un giorno.

Essendo legato all’inizio della Quaresima e quindi alla data della Pasqua, la collocazione precisa del carnevale nel calendario varia di anno in anno: “martedì grasso” sarà dunque il prossimo 28 febbraio. Le prime testimonianze dell’uso del termine nel significato con cui oggi lo conosciamo risalgono al XIII secolo sia nella zona di Firenze che in quella di Roma e ben presto si diffuse in tutto il mondo cristiano del tempo.

Nell’Antica Roma, Carnevale era conosciuto come Saturnalia, mentre in Grecia come Dionisie, rispettivamente in omaggio agli dei Saturno e Dionisio. Giorni di caos totale, dove una burla poteva essere inserita tranquillamente in un banchetto o nei balli che si facevano.

Ad assorbire maggiormente le caratteristiche di un carnevale grandioso è stato sicuramente il Brasile con il Carnevale di Rio, ma anche in Italia quello di Venezia è abbastanza conosciuto.

Inoltre, delle maschere pre-latine tramandate nella tradizione italiana sono presenti nella cultura di questa festa, come Arlecchino, Colombina, Pulcinella, Pantalone e tutti gli altri, rappresentati tutt’oggi con spettacoli divertenti e satirici.

Nella modernità dei tempi, i balli in maschera sono molto frequenti e anche seducenti: tutti mascherati per passare una notte di follia, senza sapere chi sia l’altro. Forse abbiamo visto troppi film, però per molti la notte di carnevale è bianca e passionale, anche ingannevole.

Semel in anno licet insanire: “è lecito essere folli una volta l’anno“. Allora? Che aspettate? Se lo facevano i medievali, oggi potete farlo anche voi!

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Gabriele Paratore



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