Teatro

Santi Consoli, 50 anni di storia raccontati in un’ora e mezza

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21 mar 2016 - 18:16

CATANIA - Si è tenuta oggi la conferenza di Santi Consoli, presidente della sezione siciliana della FITA Federazione Teatro Amatoriale Italiano, “50 anni in 90 minuti – cosa ho fatto, con chi l’ho fatto, quando l’ho fatto, perché l’ho fatto”.

Santi Consoli oggi ha raccontato nella sala conferenze Concetto Marchesi, del Palazzo della Cultura, la storia della Sicilia e di Catania degli ultimi cinquant’anni, attraverso immagini inedite e reperti fotografici d’epoca.

Odio le autocelebrazioni e non è mia intenzione che questa festa lo diventi – dichiara Santi Consolima oggi con una storia artistica lunga mezzo secolo e aver lavorato accanto a grandi professionisti, fra i tanti, come Michele Abruzzo, Mario Scaccia, Lea Padovani, Leo Gullotta e Natale Napoli ed aver dato spazio e voce al teatro anche quando le Istituzioni nel corso degli anni non si preoccupavano di alimentare la cultura posso permettermi di dire che tutto quello che ho costruito ha preso vita grazie ad una folle incoscienza mista a tanta passione senza ricevere alcun tipo di aiuto da parte di nessuno”.

Oggi in conferenza erano presenti tra gli altri il presidente dell’Istituto di Storia dello spettacolo Siciliano, Enzo Zappulla, e il presidente nazionale della FITA, Carmelo Pace, che ha patrocinato l’evento insieme al Comune di Catania e all’Associazione Premio Scena. 

Grazie ai racconti di Santi Consoli, giunto al suo terzo mandato di presidenza Fita, si sono potuti ripercorrere i momenti più importanti della sua carriera di attore, regista e presentatore per eventi come “La festa della montagna” di Linguaglossa fino alla Campagna Teatrale di Carlo Magno, diventato poi Premio Scena. 

A fine conferenza il presidente nazionale FITA Carmelo Pace ha dichiarato: “Ho scelto di festeggiare con Santi Consoli e non presenziare alla finale del Premio Maschera d’Oro di Vicenza, per la grande rettitudine professionale e morale di quest’uomo che ha anteposto il teatro davanti ai personali interessi”.

Francesca Guglielmino



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