Dibattito

“Rottamiamo il matrimonio” a Mascalucia

prof. Guarino vicesindaco Cantarella
1 mar 2016 - 18:51

CATANIA - L’associazione di volontariato Ekta e l’amministrazione comunale di Mascalucia hanno coinvolto i cittadini in un incontro dibattito dal tema fortemente provocatorio: “Rottamiamo il matrimonio. I bambini crescono sotto i cavoli”.

La cornice è stato l’auditorium comunale che il sindaco Giovanni Leonardi, con la collaborazione dell’assessore al Turismo Fabio Cantarella, ha voluto restituire agli impegni culturali e artistici del paese. Posizioni anche contrastanti hanno dato vita ad un incontro dibattito, moderato dal giornalista e scrittore Carmelo Di Mauro, in cui sono stati messi al centro dell’attenzione la famiglia nella moderna società, le unioni civili, le adozioni in favore degli omosessuali e l’utero in affitto.

Alla tavola rotonda hanno preso parte il vice sindaco avv. Fabio Cantarella; il professor Mauro Guarino filosofo e presidente dell’associazione Ekta; la professoressa Rosalba Perrotta, sociologa; e il professor Giovanni Sorge, pediatra. Ad aprire i lavori è stato il vice sindaco e assessore al Turismo, Fabio Cantarella: “La coppia omosessuale non deve essere esaltata come fosse un modello da proporre, sono d’accordo al riconoscimento dei diritti in loro favore, in primis alla reversibilità pensionistica. Le coppie omosessuali meritano il massimo rispetto sotto l’aspetto dei reciproci diritti però resto della convinzione che il modello da proporre ai bambini sia la coppia formata da un uomo e una donna. Proprio per questo sono assolutamente contrario a qualunque forma di adozione in favore di coppie omosessuali, perché il primo modello dei bambini sono i genitori”.

A replicare al vicesindaco è stata la sociologa Rosalba Perrotta docente dell’Università di Catania, facoltà di Scienze Politiche: “Bisogna spogliarsi delle ovvietà, avere il coraggio di vincere la paura di rinunciare a ciò che per noi è una certezza. Queste ovvietà sono figlie della paura, del timore di dover rinunciare alle proprie convinzioni. Pensate che durante la guerra a crescere i bambini erano le donne perché i papà erano in guerra. I piccoli crescevano circondati da sole figure femminili eppure non è accaduto nulla”.

Fabio Cantarella trova lo spazio per replicare alla docente: “Che ne pensa delle parole di Renzi che ha trionfato l’amore nell’approvazione in Senato della legge sulle unioni civili? Probabilmente Renzi farà il sociologo di professione perché l’amore di cui parla lui è senza frutto, sarà pur privo di paure ma non può produrre frutti perché non può concepire. Io guardo a ciò che è naturale, se tutte le cagne si accoppiassero con le cagne la razza canina si estinguerebbe”. Il professor Giovanni Sorge, pediatra assai stimato, ha invece sostenuto aiutandosi, con delle slide, come ci siano tante teorie con risultati contrastanti in merito alle ripercussioni sui bambini della presenza di due figure maschili o femminili in una coppia. Secondo uno studio mostrato dal prof. Sorge i bambini con genitori omosessuali avrebbero risultati scolastici inferiori ai bambini che crescono in coppie eterosessuali.

“È naturale - ha spiegato il prof Sorge – che i bambini abbiano un legame di un certo tipo col padre e uno di natura diversa con la madre. Le due figure sono quindi indispensabili per un pieno e completo sviluppo della psiche”. Tracciare le conclusioni è toccato al professor Mauro Guarino, docente di filosofia all’Università di Catania e promotore del convegno con l’associazione Ekta da lui presieduta. “Un tema fortemente provocatorio quello proposto oggi ma che deve far riflettere sulla circostanza che il matrimonio è una cosa le unioni civili ben altra. Sono istituti che stanno su piani diversi e meritano tutele diverse da parte dell’ordinamento giuridico. Temo che dietro a tutto questo discutere del parlamento - ha criticato il prof. Guarino – ci sia una forte pressione della lobby degli omosessuali. Sono convinto che il vero obiettivo sia quello di giungere alle adozioni in favore degli omossessuali e quindi di sfruttare la tecnica del meglio conosciuta come “utero in affitto” che in tanti paesi europei è legale».

Redazione NewSicilia



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