Ricorrenza

Oggi giornata internazionale contro il lavoro minorile

image
12 giu 2017 - 06:57

PALERMO - La scuola è finita da qualche giorno, e molti ragazzi e bambini pensano alle tanto attese vacanze. Eppure, nel mondo, milioni di bambini, invece di giocare o studiare, sono costretti a lavorare. E si tratta quasi sempre di lavori duri e pericolosi! In loro difesa, e per permettere loro di avere un’infanzia giocosa e serena, è stata istituita la Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile.

Secondo l’ultimo rapporto dell’ ILO (International Labour Organization) nel mondo sono ancora ben 120 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano.

L’obiettivo della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile è far sì che venga stabilita un’età minima per l’ingresso nel mondo del lavoro: 15 anni, normalmente, oppure 14 nei paesi particolarmente poveri.

La Sicilia storicamente ha sofferto il lavoro minorile, infatti i cosiddetti “Carusi” erano i bambini da 6 a 14 anni, che lavoravano nelle zolfare.
Secondo la legislazione dell’epoca, era illegale far lavorare un minore di 12 anni, anche perché una legge stabiliva che la scuola dovesse essere obbligatoria fino alla terza elementare.

Il lavoro era gestito da adulti, che prendevano i carusi come assistenti. Ai genitori dei carusi veniva corrisposto un pagamento anticipato di circa 100, 150 lire. La paga dei bambini era, però, di pochi centesimi al giorno, quindi la situazione di semi-schiavitù poteva protrarsi per anni.

Purtroppo la Sicilia mantiene ancora il primato di dispersione scolastica: è pari al 25.8%.

Secondo la ONG Save the Children, sono 260.000 i pre-adolescenti, e cioè circa il 5% del totale nella fascia di età tra i 7 e i 15 anni, costretti a lavorare già giovanissimi, a causa delle condizioni familiari, di un rapporto con la scuola che non funziona o per far fronte da soli ai loro bisogni e ben 30 mila minori tra i 14 e i 15 anni a rischio sfruttamento.

Massimo Malerba, nel 2015, dopo aver girato il documentario “Terranera“, disse: “Quello che abbiamo scoperto è una realtà allucinante, fatta di sfruttamento estremo, di paghe da fame, di ricatti, di abusiun viaggio disperante tra intere famiglie, compresi bimbi di 8/9 anni, caricati su fatiscenti pulmini destinati all’inferno delle campagne senza regole, di migranti magrebini che dormono in capanne di cartone, di lavoratrici rumene abusate dai padroni”.

 

Commenti

commenti

Andrea Andò



© RIPRODUZIONE RISERVATA