Tradizioni

A Natale solo carte siciliane: le origini e i giochi più diffusi

carte-siciliane1
25 dic 2016 - 16:42

PALERMO – Che vacanze di Natale sarebbero senza le tipiche giocate a carte a casa degli amici? Per non parlare della maxi partita a “Cucù” post pranzo del 25 dicembre insieme ai parenti, un must per tutti i siciliani che si rispettino.

Non esiste modo migliore per rilassarsi e trascorrere del tempo in preziosa compagnia dopo un’abbuffata coi fiocchi come quella di Natale.

Tra carte francesi e carte siciliane, con tutti i giochi che si possono fare in gruppo c’è l’imbarazzo della scelta, ma noi oggi ci soffermeremo solo sulle nostre amate tradizionali carte siciliane.

40 carte belle e decoratissime con le figure siciliane più tipiche, divise in 4 semi: oro, mazze, coppe e spade. Basti guardare il tre di oro per notare il simbolo della trinacria siciliana. 

E se ora le carte siciliane rallegrano le nostre vacanze, lo dobbiamo agli arabi. Sono stati proprio loro a diffondere il culto delle carte da gioco in Sicilia, ed è per questo che forse gli possiamo perdonare l’invasione. 

Tra i giochi più diffusi che ogni anno non possono mancare c’è, come detto prima, il Cucù. Si gioca in lunghe tavolate, dove ogni partecipante ha la sua carta che può cambiare con il giocatore successivo. Attenzione però, chi ha il “Re” impedirà lo scambio e dovrà dichiarare “Cucù”. La carta più bassa perde. In questo gioco esiste la variante del “morto”, probabilmente fonte di svariati “litigi” in molte famiglie: esaurite le tre vite a disposizione, una persona può rientrare in gioco riuscendo a far parlare un concorrente.

Altrettanto diffuso è il “Sette e Mezzo”: le figure (donna, cavallo e re) valgono mezzo punto, fatta eccezione per quello d’oro (o denari), a cui verrà attribuito un valore a scelta. Il mazziere dà una carta a testa e il concorrente decide se “chiamare” un’altra carta o “stare”. Lo scopo è quello di avvicinarsi al risultato di “sette e mezzo”: nel caso in cui si riuscisse a raggiungere l’obiettivo con due sole carte si parla di “sette e mezzo reale”. Quando questo accade, il partecipante può prendere le carte e diventare mazziere.

Infine c’è “Alta e Bassa”, per molti “Piatto”. Lo scopo del gioco è di predire se la carta che ti è stata data è più alta o più bassa della carta che viene pescata dal mazzo successivamente.

Per gruppi un po’ più piccoli ci sono poi quei giochi che vanno tutto l’anno come “Scopa” nella sua variante “Scopone scientifico”, “Briscola” e “Donna, Cavallo e Re”, che tanto non stancano mai.

Quindi per queste feste munitevi di un mazzo di carte e via al sano divertimento!

Clelia Mulà



© RIPRODUZIONE RISERVATA