Ambiente

Mozia e le Saline siti UNESCO? Angelini: “Siamo solo all’inizio”

aurelio-angelini
22 ott 2016 - 14:00

TRAPANI - La Sicilia brilla ancora per il suo patrimonio artistico, culturale e naturalistico. Un’altra delle grandi perle dell’isola potrebbe entrare a far parte della prestigiosissima lista dei siti dell’UNESCO.

Stiamo parlando di Mozia e delle sue famose Saline, punto di snodo culturale, economico e turistico dell’estrema punta occidentale della Sicilia.

Le trattative sono appena iniziate e il progetto presentato nell’aula consiliare del Libero Consorzio comunale di Trapani, ma i vertici dell’UNESCO Sicilia si rivelano ottimisti. “L’Inserimento nella lista dei siti del patrimonio dell’UNESCO – dichiara il presidente della fondazione, Aurelio Angelini – è un’operazione estremamente complessa e delicata, ma i presupposti sono buoni. Siamo ancora nella fase propositiva iniziale”.

Si tratta di un percorso lungo e impervio che, come spiega il presidente, passa attraverso tre stadi fondamentali: 

- L’individuazione dell’area e dei beni che la rappresentano e il coinvolgimento dei soggetti e delle istituzioni interessate. Fondamentale l’insieme delle ricerche e degli studi di ecologia ed ambiente, storia dell’arte, marketing ed economia, mirati a un’analisi profonda del sito e a un riconoscimento ben documentato delle sue potenzialità.

- La convalida nazionale. Dopo l’analisi degli studi da parte degli enti nazionali e delle istituzioni, il Governo deve esprimersi e valutare la validità dei documenti ottenuti, che devono passare al vaglio del Ministero dei Beni Naturali e Ambientali e del Ministero dei Beni Culturali.

- Terzo e ultimo step, la proposta della candidatura alle istituzioni internazionali dell’UNESCO. 

Si parla di studi di altissimo valore scientifico, che devono essere necessariamente supportati da istituzioni locali e nazionali forti e organizzate – aggiunge AngeliniL’amministrazione deve avere la capacità di sfruttare le risorse che ha e che gli vengono proposte. Devono essere individuate linee strategiche funzionali a incrementare la possibilità di una candidatura e questo è compito del comitato. Esistono già le premesse per attingere ai finanziamenti del PSR per eventuali lavori di bonifiche idrauliche alle saline, ma occorre una corretta valutazione”. 

Inutile dire che i benefici economici e culturali sarebbero immediati. “Sulla zona – continua Angelini – insistono una serie di attività non solo turistiche, ma anche di marketing e produzione di sale e di prodotti agricoli. È un’area strategica, accompagnata da altre aree di grande spessore artistico e paesaggistico, tra cui Erice e Segesta, elementi di rafforzamento di valore. Grazie all’inserimento all’interno della lista dei siti UNESCO, tutto il trapanese potrebbe crescere insieme a quei settori che vivono del sistema delle relazioni. Un sito UNESCO dà visibilità in tutto il mondo e moltiplica la potenzialità dell’area. Entrare a far parte dei siti patrimonio dell’UNESCO significa uscire dall’anonimato e mostrarsi al mondo”.

Ma di strada da percorrere ce n’è molta ed è tutta in salita. La prossima riunione è prevista per dicembre e sarà fondamentale per la costituzione del comitato e per la stesura di un piano di attività. 

Clelia Mulà



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