Cinema

Morto Francesco Rosi: con i suoi film ha denunciato mafia e malaffare

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Francesco Rosi
10 gen 2015 - 13:25

ROMA - Si è spento a 92 anni il regista Francesco Rosi, napoletano ma da tempo nella capitale, autore di grandi film di denuncia come “Le mani sulla città, “Cadaveri eccellenti”, “Dimenticare Palermo” e “Lucky Luciano”.

Il regista, come pochi altri, ha saputo raccontare i grandi fatti di cronaca realmente accaduti riuscendo a scavare in profondità con il piglio del cronista d’inchiesta.

Ha debuttato nel 1958 con il lungometraggio “La sfida” e l’anno dopo con Alberto Sordi ha diretto “I magliari”. In quest’opera emerge la figura di un boss mafioso che si contrappone allo stesso Sordi.

Il primo – storico – film di inchiesta sociale è “Salvatore Giuliano” del 1962, il celebre bandito siciliano seguito da “Le mani sulla città” del 1963. Quest’ultimo, alla luce dei più recenti scandali della storia politica italiana, appare incredibilmente attuale: denuncia le connivenze tra lo Stato e i palazzinari e vince il Leone d’Oro.

Memorabili anche le pellicole con protagonista il grande Gian Maria Volonté: “Uomini Contro” del 1970, “Il caso Mattei” del 1972 e “Lucky Luciano” del 1973 ove viene tratteggiata la figura del boss e le connivenze con pezzi delle istituzioni.

Dal romanzo “Il Contesto” di Leonardo Sciascia Rosi girò “Cadaveri eccellenti” nel 1976. Legato al filone siciliano il film con Jim Belushi “Dimenticare Palermo” del 1990 che narra la storia di un politico italo americano che torna nel capoluogo isolano ma che verrà fatto fuori durante la sua battaglia per la legalizzazione dalla mafia.

Rosi ha rivendicato il merito dei suoi film di denuncia: “Salvatore Giuliano ha contribuito al varo, dopo innumerevoli rinvii, della prima commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia; “Il caso Mattei” ad addurre seri elementi di dubbio contro l’assoluta categoricità con la quale la commissione ministeriale ha escluso l’ipotesi dell’attentato”.

Nel 2008 gli è stato consegnato l’Orso d’Oro alla Carriera al festival di Berlino. “Io apro il mio schermo come un dibattito” aveva affermato Rosi in merito ai suoi film. Pellicole che hanno fatto la storia del cinema e che hanno stimolato la coscienza civile di un intero paese.

Foto Flickr Il fotografo cc license

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Andrea Sessa



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