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A Messina tappa degli “Itinerari europei di Carlo V”

LA DELGAZIONE IN VISITA AL PRESIDENTE DELL'ARS
16 gen 2016 - 18:06

PALERMO - Il famoso network internazionale “Gli itinerari europei di Carlo V” accoglie una nuova tappa, per la prima volta italiana: lo sbarco del 7 agosto a Messina di don Giovanni d’Austria, figlio di Carlo V.

L’evento è stato presentato e festeggiato a Palermo, nella prestigiosa location della Sala Gialla di Palazzo Reale alla presenza di una larga rappresentanza di sindaci e associazioni, provenienti dalla Spagna, dall’Italia e da altri paesi europei.

Tra gli invitati speciali anche l’associazione Aurora, da ben sette anni organizzatrice dell’evento, rappresentata da Fortunato Manti, Enzo Caruso e Domenico Interdonato, che hanno preso parte al meeting, al termine del quale è stata ratificata l’adesione.

I lavori, coordinati dal direttore generale della Fondazione “Federico II” on. Francesco Forgione, si sono divisi in due fasi: una tavola rotonda, in cui sono state discusse e definite le regole organizzative e programmatiche dell’evento, e un convegno per la presentazione del progetto, dedicato a “La Sicilia negli itinerari europei di Carlo V”.

Davanti ad un numeroso pubblico, al tavolo dei relatori si sono alternati: il presidente dell’ARS, on. Giovanni Ardizzone, l’assessore regionale al Turismo,  Anthony Barbagallo, il direttore della rete di cooperazione dell’itinerario culturale europeo dell’Imperatore Carlo V, Quitin Correas Domingo e il presidente Josè Antonio Lopez Maraon, che si sono soffermati sull’importanza del progetto per i siciliani e, soprattutto, per il mondo della cultura e del turismo.

il direttore Correas Domingo, in particolare, ha auspicato una proficua collaborazione con la Sicilia per lo sviluppo culturale e turistico dell’Iiola e dell’intera rete e il presidente dell’ARS si è mostrato un fermo sostenitore dell’evento, con la chiara convinzione della valenza turistica e culturale del circuito siciliano.

Una grande occasione di farsi valere e rivalutare in tutto il mondo, che la Sicilia non deve perdere.

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Clelia Mulà



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