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Messina, opere del Genio militare contro il rischio geologico nei Peloritani

25 ott 2014 - 06:15

MESSINA – Il Museo di Forte Cavalli, oggi sabato 25 e domenica 26, racconterà la storia delle Strade Militari e delle Opere idrauliche distribuite su esse, realizzate a cavallo tra il XIX e il XX secolo sui monti Peloritani.

Un weekend di eventi, che inizieranno stamani presso il Vivaio forestale di “Ziriò”, dove alle 10.30 saranno scoperte delle tabelle segnaletiche in legno, che indicheranno le molteplici opere concentrate in quell’area, anticamente conosciuta con il nome di “Passo Croce di Cumia”. L’evento vedrà la presenza di alcune classi degli Istituti per Geometri “Minutoli” e Agrario “Cuppari” di Messina.

Domenica 26 alle ore 11 presso la piazza d’Armi di Forte Cavalli sito a Monte Gallo sopra l’area Artigianale di Larderia, sarà inaugurata dal presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone, una Mostra iconografica espressione di una ricerca realizzata nell’ambito del dottorato in “Turismo, Territorio e Ambiente”, presso il dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Messina, che racconta le “Regie Trazzere” del periodo umbertino e le opere d’arte architettonica su di esse distribuite, finalmente classificate e geo-referenziate al fine di una fruizione da parte degli appassionati di trekking, percorsi a cavallo e in mountain bike.

La manifestazione è stata patrocinata dall’Assemblea Regionale Siciliana e realizzata in collaborazione con l’Ispettorato delle Foreste, l’Azienda Forestale, il comando Regione militare Sud di Palermo e la Brigata Aosta di Messina.

La manifestazione è stata presentata nel palazzo dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Messina- Sono intervenuti il dott. Carmelo Di Vincenzo, ispettore ripartimentale delle Foreste, l’arch. Giuseppe Aveni, dirigente provinciale dell’Azienda Foreste demaniali e il prof. Vincenzo Caruso, direttore del Museo Storico di Forte Cavalli.

Il prof. Caruso ha presentato la manifestazione, che ha sottolineato “è rivolta a chi ama la montagna e in particolare i Monti “Peloritani”, a chi vuol conoscere luoghi e sapere come nell’800 era possibile tutelare i pendii e le strade da frane e smottamenti senza l’uso di cemento, attenuando ugualmente il rischio geologico. Un ricco patrimonio da valorizzare e sfruttare per attività turistiche. alla scoperta dei percorsi storici delle antiche strade militari”.

Il dott. Di Vincenzo si è soffermato sulla utilità dei forestali, “che se utilizzati tutto l’anno con una graduale stabilizzazione potrebbero diventare delle vere sentinelle dei territori montani, importanti per la prevenzione degli incendi e per prevenire il dissesto, dopo il graduale abbandono delle nostre colline da parte dei contadini, non resta altro che affidarci all’importante lavoro dei forestali”.

L’arch. Giuseppe Aveni ha evidenziato “la perfetta sinergia con l’Ispettorato delle Foreste e il grande lavoro svolto nell’anno in corso dai forestali, che è servito al recupero di parte del territorio montano e alla realizzazione di diversi progetti”.

 

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Redazione NewSicilia



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