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Messina, dallo scontro alla cultura dell’accoglienza

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5 ago 2015 - 17:09

MESSINA - A Messina “Dallo scontro alla cultura dell’accoglienza. L’identità multiculturale siciliana risultato di diverse dominazioni”, l’esposizione realizzata dal maestro Dimitri Salonia in sinergia con altri artisti della Scuola Coloristica Siciliana, è stata presentata in conferenza stampa nella Sala “Sinopoli” del Teatro Vittorio Emanuele e inaugurata subito dopo alla presenza del sindaco di Messina Renato Accorinti, del presidente dell’Ente Teatro Maurizio Puglisi e del prof. Dario Tomasello. Sono intervenuti alla conferenza stampa l’assessore Sebastiano Pino, il maestro Dimitri Salonia, il presidente dell’associazione Aurora Fortunato Manti e il coordinatore artistico di Lepanto 444 Vincenzo Caruso. La conferenza è stata moderata da Domenico Interdonato.

Nel pomeriggio, gli artisti hanno creato una grande tela a più mani, che alla chiusura della mostra sarà conservata all’interno della Galleria d’Arte moderna del Palacultura di Messina. La tela è stata offerta dall’imprenditore Marco Bellantone. La mostra è stata realizzata nell’ambito delle manifestazioni di agosto per la rievocazione storica “Lepanto 444 – lo spettacolare sbarco di Don Giovanni d’Austria a Messina” dalla Fondazione Salonia e dall’associazione Aurora, con il patrocinio del Comune di Messina e dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele.

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Lo scopo della mostra è quello di mettere in evidenza l’identità storica siciliana, che è il risultato di diverse civiltà ed evidenziare, come dallo scontro di queste, sia poi nata una cultura dell’accoglienza dove hanno convissuto insieme differenti espressioni artistiche, religiose e sociali.

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L’esposizione, con ingresso gratuito, sarà visibile fino al 25 agosto nella sala a pianterreno del Vittorio Emanuele dalle 9.30 alle 13 e dalle 16 alle 19. All’interno della mostra si potranno ammirare opere del maestro Dimitri Salonia e degli artisti della Scuola Coloristica Siciliana presenti in sala, che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: Alberto Avila, Pino Coletta, Carmen Crisafulli, Pietro De Salvo, Tanja Di Pietro, Domenico Marchese, Sebastiano Miduri, Lidia Monachino, Felice Ruggeri, Angela Salonia e Alexandra Stralucica.

La mostra approfondirà i segni artistici, religiosi, linguistici e di costume che ogni comunità ha lasciato in Sicilia, evidenziandoli, e cercando di far emergere il loro coinvolgimento nella società siciliana, con un ‘linguaggio’ pittorico, con colori accesi, racconti di eventi ed episodi storici significativi. In questo modo, si evidenzieranno le influenze ed i processi che hanno portato alla Sicilia di oggi e, finalmente, mostrare l’intima connessione tra la dimensione culturale e quella dell’agire sociale.

Oltre alla battaglia di Lepanto, si descriveranno anche tematiche sempre attuali come le guerre di religione, evidenziando come queste siano state solo momenti storici negativi, seguite da periodi molto lunghi di convivenza e amicizia. Il ‘viaggio’ storico dell’esposizione, mostrando le civiltà che hanno dominato la Sicilia, creerà percorsi semantici originali ed evidenzierà gli elementi culturali tramandati fino ai giorni nostri.

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Redazione NewSicilia



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