Convegno

Massoneria, terzo settore e informazione

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13 set 2016 - 16:54

CATANIA - Il convegno “Dal libero associazionismo al proibizionismo. Il Grande Oriente d’Italia e il terzo settore si confrontano”, organizzato dalla Massoneria di Palazzo Giustiniani all’hotel Nettuno di Catania, fatta una premessa di carattere giuridico dottrinario, ha trattato ampiamente il tema del volontariato, della sua funzione e dell’informazione che viene diffusa: un argomento di grande attualità per fare sapere quanto la Massoneria fa nel settore e dare una garbata meditata risposta alle pressioni politico-mediatiche cui è spesso sottoposta.

Di terzo settore, altrimenti detto no profit, si cominciò a ragionare in Europa nel 1978: importantissime attività sociali già affiancavano Stato e mercato fornendo supporti e contributi irrinunciabili, sul piano operativo e della crescita culturale. Da una decina d’anni già il welfare, specificità europea per la governance dei bisogni e del sociale, era lievitato sino all’insostenibile. Nel ’97 in Italia nascono e vengono regolamentate le onlus. La sociologa italo-francese della Sorbona M. Louise Pellegrin Rescia, all’inizio degli anni Novanta, partendo da un gioco di parole, sviluppa una teoria: voyeur è modalità patologica, voyant regolare; per travailleur e travaillants non vale la stessa regola, anzi il travaillant non lo conosce nessuno. Nei saggi, la studiosa chiama travaillants, l’operatore no profit, non lo conosce nessuno; eppure di fermenti e fenomeni ad esso assimilabili, di matrice religiosa e laica, in tutto il pianeta, è ricca la storia dell’uomo.

Nel convegno, moderatore Giuseppe Trombatore, ribaditi i principi costituzionali (Luca Pedullà, “Limitazione preventiva dell’associazionismo. Quale compatibilità costituzionale?”), è stata sottolineata, con numeri e dati statistici, l’irrinunciabile funzione sussidiaria del terzo settore (Francesca Celi, dirigente docente CRESS Consorzio regionale enti servizi sanitari, “Le associazioni del Terzo Settore colonna portante della solidarietà in Italia. L’esperienza dei 37 enti aderenti”; Marco Cauda, segretario nazionale FISM Federazione italiana solidarietà massonica, “Solidarietà pubblica e privata. Le nuove frontiere del welfare”) ridefinendo il volontariato necessariato. Giuseppe Cascio, giornalista, riportandosi alla direttiva del Consiglio d’Europa Lisbona 2000, dalla quale discende la riforma del titolo V della Costituzione italiana, ha evidenziato la funzione portante per lo sviluppo sostenibile e il sociale di una comunicazione responsabile.

Nelle conclusioni, il Gran Maestro Stefano Bisi, ha sottolineato l’importanza morale e culturale, oltre che materiale, del terzo settore: “Prendere riempie le mani, dare riempie il cuore”. Nell’intervista rilasciata spiega: “Sono qui per ringraziare i tanti fratelli siciliani che operano con generosità e dedizione appassionate, in silenzio, per il bene dell’umanità; ma anche in considerazione del fatto che la Commissione Antimafia mi ha convocato per ipotesi, rivelatesi inconsistenti, riguardanti due fratelli siciliani. Mi è sembrato doveroso venire a confortare tutti i fratelli siciliani, sollecitarli a continuare la loro intelligente, fattiva, ferace opera, sempre volta al bene dell’umanità”.

L’antimafia le ha chiesto di fornire gli elenchi e lei si è rifiutato.

Non siamo associazione segreta, ma operiamo con riservatezza: ognuno vive, conduce e pratica l’esperienza massonica come crede, c’è chi lo vuol far sapere e chi no; rispettiamo entrambi i punti di vista; quando un fratello muore, passa all’Oriente Eterno, i necrologi riportano, con orgoglio e affetto per il defunto, cifre e simboli massonici: un’operazione verità che si commenta da sola. Da tempo non esistono più logge coperte o massoni all’orecchio, il netto delle logge e degli iscritti è nei numeri che ho dato alla commissione antimafia, non c’è motivo di fornire elenchi ed esporre persone degnissime alla macelleria mediatica”.

La vostra riservatezza sollecita curiosità e sospetti.

Libero ciascuno di sospettare quel che vuole, e applicare la cultura del sospetto, che non ci appartiene. Faccio notare, sommessamente, che accuse e processi vanno basati su fatti. Chi chiede di aderire alla Massoneria (bussa alla porta del Tempio) aspira a realizzare la propria crescita spirituale secondo il nostro metodo formativo: parlare uno per volta, ascoltare e apprendere in silenzio, costruire il proprio tempio interiore consapevoli che si è a un passo dalla via”.

Massoneria e terzo settore?

Noi, come le congregazioni religiose, svolgiamo attività benefica e caritativa sin dalle nostre origini: quando non c’erano normative e regolamentazioni statali, ci siamo dati delle regole e le applichiamo con coerenza, sicuri di agire correttamente per il bene dell’umanità”.

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In concreto cosa fate?Organizziamo servizi, banchi alimentari, ambulatori, strepitosa l’attività degli asili notturni di Torino. Dal 2014 opera la FISM: facciamo tutto questo e molto altro per costruire, individualmente e insieme, il nostro tempio interiore, operare per il bene dell’umanità”.

Carlo Majorana Gravina

Redazione NewSicilia



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