Tradizione

Marionettistica dei Fratelli Napoli salvata da un centro commerciale

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18 mar 2015 - 17:23

CATANIA - Le complicate e tormentate vicissitudini della famiglia Napoli trovano un porto sicuro, dal quale poter proseguire il loro cammino di ambasciatori della cultura e della tradizione siciliana nel mondo, grazie all’iniziativa privata di Simone Rao, direttore del centro commerciale Le Porte di Catania. Nasce così il nuovo Teatro – Museo della Marionettistica dei Fratelli Napoli. I pupi storici, gli antichi scenari e gran parte del materiale che, in quasi cento anni di attività ininterrotta, hanno formato e costituito passo dopo passo la loro storia, riconosciuta nel 2001 dall’Unesco patrimonio immateriale e materiale dell’Umanità, hanno finalmente trovato casa.

Storia, tradizione e cultura popolare arricchita dalla passione e dall’emozione hanno caratterizzato la cerimonia d’inaugurazione. L’evento culturale, coordinato da Alessandro Napoli, antropologo, è stato animato da: Simone Rao, direttore del centro commerciale Le Porte di Catania, Stefania Rimini, docente di discipline del teatro e dello spettacolo al Dipartimento di Scienze Umanistiche, Fiorenzo Napoli, direttore artistico della Compagnia, Paolo Patanè, avvocato, ed Elisa Guccione, giornalista.

Il nostro incontro è avvenuto in maniera fortuita grazie agli amici comuni di ‘Europa Eventi’- dichiara il direttore de Le Porte di Catania – ed è scoccata subito la scintilla. Stiamo scrivendo, ne siamo consapevoli, una nuova pagina del nostro Paese in cui commercio e cultura si promuovono reciprocamente”.

Una giornata importante per la storia e la tradizione dell’Opera dei Pupi di scuola catanese che segna un momento di ripresa per i Napoli, i quali potranno continuare ad operare e regalare emozioni. Impossibile però, non ricordare nonostante il clima di festa, il silenzio delle Istituzioni. “Mi occuperò personalmente – annuncia con grande partecipazione emotiva Paolo Patanè al numeroso pubblico presente – accompagnando ad ogni incontro istituzionale Fiorenzo Napoli e tutti gli altri componenti, esponendo la mia persona in prima linea, in modo che venga dato senza più alcun indugio il Teatro Stabile dell’Opera dei pupi delle Ciminiere promesso già da tempo”.

La giornalista Elisa Guccione, da sempre sostenitrice dei pupari, ha ricordato le numerose battaglie e i tanti incontri vissuti al fianco dei Napoli coadiuvati anche dal sostegno dell’Assostampa di Catania, sindacato unitario dei giornalisti italiani, e dall’Accademia di Belle Arti di Catania. “Ci auguriamo – sottolinea Elisa Guccione – che la promessa fatta nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti di ridare alla famiglia Napoli, entro il 31 gennaio 2015, il Teatro delle Ciminiere stia tardando ad arrivare a causa di qualche semplice problema burocratico, perché non proteggere la storia culturale della nostra terra significa fare del male a tutta la Sicilia non solo ai Napoli”.

A rafforzare questo concetto le parole della professoressa Stefania Rimini: “Obiettivo della Convenzione fra l’ateneo catanese e la Marionettistica dei Fratelli Napoli nasce per salvaguardare e promuovere una forma di teatro prezioso riflettendo sul valore e il significato che lo spettacolo di figura riveste nella cultura di un territorio sotto il profilo sociale, artistico ed educativo”.

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A conclusione della cerimonia, prima del taglio augurale del nastro, Fiorenzo Napoli a nome di tutti i componenti della famiglia aggiunge: “I nostri pupi risorgono dall’oblio e dalla sofferenza di non essere visti e goduti da chi li ama e crede in loro. Proveniamo, com’è noto, da tanti problemi e insoddisfazioni non artistiche. Non avremmo mai pensato di poter creare un museo in un centro commerciale, ma grazie al rispetto, alla fiducia, alla stima reciproca e all’amore per la cultura e le tradizioni della nostra terra sposate da un non siciliano l’opera dei pupi è salva”.

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Redazione NewSicilia



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