Anteprima

Un libro – verità su Totò Cuffaro, Musumeci riconosce “la dignità” dell’ex presidente

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24 nov 2015 - 13:22

PALERMO - Uscirà il 10 dicembre il libro scritto dal giornalista romano Simone Nastasi, Cuffaro tutta un’altra storia – La verità sul processo al presidente dei siciliani, edito da Bonifirraro. 

L’autore durante la stesura del libro si è concentrato sui diversi punti poco chiari del processo contro Cuffaro, nonostante sia stato già chiuso con una sentenza emessa dalla Cassazione.

Nel libro viene anche ricordata la condanna a sette anni di reclusione, ricevuta dall’ex presidente siciliano, per rivelazione di segreto istruttorio con l’aggravante di favoreggiamento mafioso, su questo Simone Nastasi scrive:  “Un’accusa che Cuffaro ancora oggi continua a non voler accettare, perché ripete ‘la mafia fa schifo e la mafia, l’ho sempre combattuta’. Anche nel suo caso, valga allora la domanda: la verità giudiziaria e quella storica, possono coincidere? I fatti sono andati veramente in questo modo?”.

A commentare il libro in anteprima è stato Nello Musumeci, storico rivale polito di Totò Cuffaro, che durante le elezioni politiche regionali del 2006 definì la sua candidatura inopportuna perchè sotto processo per favoreggiamento alla mafia: “Alle elezioni regionali del 2006 non potevo sostenere Cuffaro. Era indagato per fatti di mafia e il presidente di una Regione come la Sicilia non può permetterselo. Ne parlai personalmente con lo stesso in più occasioni, senza nascondermi dietro un dito”

In questa occasione Nello Musumeci decide di esporsi in qualità di Presidente della Commissione regionale Antimafia, infatti, sull’attuale condizione da detenuto di Cuffaro dichiara: “Tutti dovrebbero riconoscergli grandissima dignità e uno spirito di cristiana accettazione della pena, comune a pochissimi. In questi anni Cuffaro ha dimostrato di accettare il peso della sentenza ed è riuscito a rigenerarsi in questa sua difficilissima esperienza. Dargliene atto è un gesto che dovrebbero compiere tutti. Anche i giudici che lo hanno condannato”.

Francesca Guglielmino



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