Degrado

“Noi guide turistiche a Catania costrette alle bugie a fin di bene “. La denuncia

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23 mag 2016 - 12:12

CATANIA - “Dieci anni fa Catania era una città che aveva ben poco di fruibile a livello monumentalistico e ciò la estrometteva dal sistema delle destinazioni turistiche siciliane. Oggi la situazione è cambiata… i visitatori sono aumentati, ma la strada verso il miglioramento è davvero lunga: il catanese deve smettere di tollerare gli atteggiamenti lascivi che il turista non perdona“.

È ad una Catania 3.0 a cui ambisce Giusy Belfiore, membro dell’associazione guide turistiche, che ha parlato ieri all’incontro “Facciamo Centro” della sua città come di un tesoro da proteggere e rivalutare attraverso il rispetto delle regole. In sostanza per la Belfiore basterebbero davvero pochi accorgimenti presi dall’amministrazione comunale e rispettati dagli abitanti della città, che ha un centro storico dichiarato patrimonio dell’Unesco, per creare il valore aggiunto che invoglia i turisti ad investire sul nostro territorio.

“Catania deve essere vigilata ma soprattutto ci vogliono regole e tolleranza zero contro chi non le rispetta - dichiara Giusy Belfiore -. Il turista non accetta la mancata sicurezza e la quasi totale assenza di servizi. E che dire del mercato del pesce su via Dusmet - incalza Belfiore- È un paradosso, ma noi guide turistiche siamo spesso costrette ad evitare di passare da quella zona perché le macchine che fanno slalom in mezzo al cibo sono la testimonianza della scarsa cura che il catanese ha dell’igiene”.

Ribonificare, quindi, tutta la zona del centro storico lasciata alla mercé di venditori ambulanti e ‘furbetti’ che sanno di farla franca.

“La verità è che noi catanesi siamo bravi a mentire a noi stessi e quando un turista ci chiede come mai le cose non vanno per il verso giusto edulcoriamo la realtà anche se basterebbe semplicemente che ci fosse vigilanza - incalza Belfiore -. Quando passo da via Crociferi, via Penniniello o per il vicolo davanti alla cappella Bonajuto e vedo murales ovunque mentre vengo avvolta dall’odore di canne, mi vergogno perché quella è una zona di rappresentanza e per questo va protetta”.

Sarebbero tanti, quindi, gli aspetti che al momento contribuiscono a ‘deprezzare’ la nostra città rispetto a Siracusa, per esempio.

“Non si può accettare che gli edifici storici vengano imbrattati: mettiamo delle telecamere per beccare chi lo fa, ma soprattutto troviamo una soluzione. Potremmo tranquillamente creare dei grossi pannelli nelle piazze più importanti dove i writers possono dare ampio sfogo alla loro verve artistica senza intaccare la nostra città – aggiunge -. Per quanto riguarda i bus turistici, facciamo come a Siracusa, mettiamo una tassa sul loro ingresso in città invece di permettere che transitino su piazza Duomo come se niente fosse”.

Ma la Belfiore ne ha una anche per i piccoli borghi come vicolo della Cipriana.

“Ci vogliono dei vincoli architettonici - afferma -. Non si possono vedere quei palazzi colorati di azzurro acceso accanto al viola scuro. La verità è che i nostri vicoli sono bellissimi ma ridotti male. Voglia candidare Catania a Capitale italiana della Cultura? Bene, imponiamo rigide regole,facciamo sistema e diciamo basta all’accattonaggio”.

Vittoria Marletta



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