Storia

Gli ideali del primo maggio: il proletariato nel mondo

quartostato
1 mag 2017 - 16:44

Il primo maggio è la Festa del lavoro e dei lavoratori, e vuol ricordare le lotte operaie che miravano alla conquista della riduzione delle ore di lavoro (le 8 ore giornaliere). Ma il percorso della classe operaia – il cosiddetto “Quarto Stato” – è stato molto arduo.

Il “proletariato“, la classe di operai che avevano come unica ricchezza la prole, i figli, rappresentava uno degli strati sociali più svantaggiati, o probabilmente il più svantaggiato della società, basata sul capitalismo.

Infatti, il proletariato nasce dalla diffusione del capitalismo come sistema economico e quindi con la prima rivoluzione industriale: quando migliaia di contadini si spostarono nelle città – il fenomeno dell’urbanizzazione – dovettero affrontare una grandissima sfida. Abbandonando le campagne, si diventava automaticamente disoccupati, ciò creò un alto tasso di disoccupazione – in tutta Europa, e soprattutto in Inghilterra – e le famiglie divennero sempre più povere. Di certo il sistema così non poteva funzionare. Allora, questi contadini che si spostarono in città, si misero al lavoro per le industrie, lavorando per un salario bassissimo e per un tempo maggiore alle 12 ore giornaliere.

Quando il sistema capitalista, in mano ai borghesi che uscirono vittoriosi dalle grandi rivoluzioni del Settecento, ascese come forma più diffusa nell’Occidente, pare che ci fu un risveglio sociale da parte della classe del proletariato. Ma in questo periodo, che è l’Ottocento, e soprattutto a metà secolo – in piena seconda rivoluzione industriale – si doveva far fronte a diverse difficoltà: ad esempio, l’utilizzo della catena di montaggio, riusciva a far arricchire i grandi imprenditori sulle spalle del proletariato, ancora in uno stato di grande povertà. 

Il manifesto dell'Industrial Workers of the World, che descrive come il sistema capitalista sfruttasse in modo veramente anomalo il proletariato.

Il manifesto dell’Industrial Workers of the World, che descrive come il sistema capitalista sfruttasse in modo veramente anomalo il proletariato.

Gli operai sfruttati dalle imprese e poveri, cominciarono a insorgere: come si può notare, ora i problemi del proletariato diventavano problemi socio-politici, che presto avrebbero portato alla nascita di un nuovo movimento.

Massimo esponente di questo movimento, senza ombra di dubbio, fu il filosofo Karl Marx, teorico ed ideatore del movimento comunista. Marx proponeva una rivoluzione proletaria del sistema sociale e politico: quindi si andava a scontrare con l’ideale del capitalismo formulato, nel corso del secolo dell’Illuminismo, da Adam Smith. Proprio secondo Marx, e poi tutti i suoi seguaci, il proletariato è la forza produttiva del sistema, e pertanto dev’essere a capo di questo – la cosiddetta “dittatura del proletariato” – eliminando la proiezione capitalista e privata dell’egemonia borghese.

Il proletariato aveva così un nuovo volto, ora finalmente era valorizzato per quello che faceva: la sua forza lavoro, che teneva ben salde le fondamenta della piramide del capitalismo; e non solo, diveniva una nuova realtà politica, che presto avrebbe ben condizionato le sorti del mondo Occidentale, e poi, più in là, quello Orientale.

Divenne una realtà politica e prima di tutto lo divenne in Russia, con la Rivoluzione d’Ottobre 1917, quando Lenin prese il comando con i suoi bolscevichi, creando così una Repubblica comandata dal partito dei proletari. Nonostante Lenin stesse seguendo passo per passo le idee di Marx sulla dittatura del proletariato, alla sua morte successe Stalin, che trasformò quello che doveva essere uno Stato proletario, in uno Stato totalitario, fondato sulla sua immagine e sul terrore. In Oriente oggi, l’ideale della dittatura del proletariato non esiste, a causa proprio dell’ideale sovietico-staliniano (che comunque si dissolse dopo due anni dalla caduta del Muro di Berlino, nel 1989).

La storia del proletariato comunque non si ferma con l’avvio della politica staliniana, e tutti i seguaci sovietici, non furono altro che fanatici di un movimento nato per l’acquisizione di pari diritti in un mondo che non lo permetteva; questa storia continua fino ad oggi, fino a quando operai e dipendenti possono finalmente guadagnare un vero stipendio e lavorare in condizioni adeguate e non inumane.

Commenti

commenti

Samuele Amato



© RIPRODUZIONE RISERVATA