Sociale

A Giarre arriva “La Regola” contro l’omofobia e la discriminazione

La Regola contrasto Omofobia Maria Rita Leotta
23 ott 2015 - 13:06

GIARRE - Nel 2015 esiste la discriminazione verso il prossimo. L’avversione verso il prossimo. specialmente per il proprio orientamento sessuale, è una barriera sociale che non dovrebbe esistere più al giorno d’oggi, eppure non è così.Si

Anche per questo, il comune di Giarre ha appoggiato “La Regola” dell’attrice Maria Rita Leotta. Si tratta di uno spettacolo teatrale volto alla sensibilizzazione sull’omofobia. In prima linea c’è il sindaco del comune etneo Roberto Bonaccorsi: “Ritengo che l’amministrazione abbia un ruolo fondamentale dal punto di vista educativo. E mi sembra assurdo che certe tematiche debbano ancora essere causa di problemi civili”.

Ma il punto è risolvere il problema alla radice puntando ai più giovani. Per questo l’assessore Piera Bonaccorsi ha appoggiato l’idea di rivolgere l’iniziativa alle scuole, per combattere la marginalizzazione e le violenze.

“L’omofobia – spiega il consigliere di Arcigay Giovanni Caloggeroè una malattia che va contrastata e curata”.

Presente all’incontro di presentazione di questa mattina anche l’ex presidente dell’associazione Paolo Patanè, che ha espresso tutta la sua ammirazione per la dedizione del comune di Giarre verso questa tematica: “Questa amministrazione è sempre stata molto attiva per quanto riguarda il contrasto alle discriminazioni”.

Sono tante le violenze, fisiche e non, a cui sono sottoposte le persone ritenute “diverse”. Basti pensare agli insulti o all’emarginazione sociale. Alla cronaca, qualche mese fa è passata la notizia di un ragazzo che ha Mascali si è visto negare l’accesso in uno stabilimento balneare perché omosessuale. E ancora, all’inizio di ottobre, in un comune etneo un carabiniere ha insultato e picchiato un ragazzo per il suo orientamento sessuale. 

Tutti episodi e storie che dovrebbero far riflettere. Ognuno è libero di frequentare chi vuole, ma il rispetto non dovrebbe mai mancare: possibile che in una civiltà definita “evoluta” debbano verificarsi cose del genere?

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Andrea Lo Giudice



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