Società

Gender games, Sinodo, nozze gay e onda pride: qualcosa sta cambiando?

gay pride Sinodo gender game
1 lug 2015 - 06:07

Dal Milano Pride 2015 ai gender game, dalle nuove posizioni raggiunte dalla Chiesa in occasione del Sinodo sulla famiglia al primo matrimonio gay celebrato a Catania (11/06/2015): qualcosa (finalmente) sta cambiando, stavolta probabilmente in meglio. 

Nel capoluogo lombardo ha avuto luogo lo scorso sabato la Milano Pride, ultima tappa dell’Onda Pride. All’evento, gridando lo slogan “Non perché i diritti vadano urlati o imposti ma perché siamo stanchi di aspettare“, hanno preso parte anche le istituzioni cittadine (tra tutti il sindaco Pisapia), ovviamente i diretti interessati ed anche un corteo di etero che, come da tradizione, ha mostrato di sostenere le ragioni dei manifestanti. Tra i vip presenti in questa occasione è impossibile non citare Alessandro Costacurta, Fedez e Mika.

All’evento hanno fatto eco il Torino Pride, il Sardegna Pride e il Palermo Pride. Anche in quest’ultimo caso le personalità siciliane presenti alla marcia sono state parecchie; da Rosario Crocetta (attuale presidente della Regione) ad Emilio Arcuri (vice sindaco della città), da Andrea Cusumano e Agnese Ciulla (assessori comunali) a Leoluca Orlando che, nelle vesti di sindaco, ha asserito che “Palermo è la città dei diritti, degli esseri umani, dei migranti”.

gay pride milano

gay pride milano

Negli ultimi mesi poi un asilo di Trieste ha detto sì all’introduzione dei “gender games“, ossia dei giochi di genere (sessuale ovviamente). L’attività, lo sostengono alcuni esperti del settore, mira ad insegnare ai piccoli che esistono delle differenze corporee tra maschietti e femminucce, ma che pur nella diversità tutti sono uguali quando si parla di diritti, sentimenti ed emotività. Tuttavia in questo caso il cambiamento sembrerebbe procedere più lentamente; non tutti i genitori ed i parlamentari chiamati a decidere sull’adozione di tale prassi didattica hanno accolto di buon grado la possibilità che i loro piccoli nominino e conoscano determinate parti del corpo o che, giocando, possano travestirsi con abiti non “adatti” al loro sesso. Eppure il gender game, lo sostengono gli esperti, contribuisce attivamente all’abolizione degli stereotipi sessisti e i dati relativi ad altre parti del mondo dove è stato ormai definitivamente sdoganato, mostrano come i piccoli così cresciuti riescano a diventare degli adulti migliori e, senza dubbio, scevri da preconcetti sessuali.

Asilo, gender game

Asilo, gender game

Intanto anche la Chiesa, da molti considerato lo scoglio più duro da affrontare e superare, ha aperto le porte agli omosessuali. Papa Francesco ha espressamente dichiarato che le proprie inclinazioni sessuali non possono in alcun modo interferire nel creare un legame con Dio. A conclusione del Sinodo, sebbene non si accetti ancora il matrimonio tra individui dello stesso sesso (il fine ultimo delle nozze per la Chiesa resta infatti la procreazione), agli omosessuali verrà consentito di partecipare attivamente alla vita delle comunità cristiane, senza per questo dover nascondere la propria identità sessuale. Per Bergoglio quindi l’umanità deve rispettare ed essere rispettata, a prescindere dalle diversità che ci caratterizzano.

Papa Francesco

Papa Francesco

In questi giorni poi a Catania è stato finalmente celebrato il primo matrimonio gay della storia cittadina. Tale cerimonia darà modo alle due contraenti di usufruire di tutti i benefit sociosanitari normalmente concessi ai “coniugi regolari” e porterà finalmente una ventata di aria meno viziata nelle anguste menti pregne di preconcetti. La prime nozze omosessuali dell’isola sono state comunque celebrate a Palermo nel novembre del 2014.

matrimonio gay

matrimonio gay

Qualcosa quindi finalmente sta cambiando nella nostra regione (tante le province che hanno già celebrato delle unioni gay), in Italia e a quanto pare anche nella cristianità; segno quest’ultimo che la nostra cultura, la stessa che per secoli ha permeato tutti gli aspetti della vita, è vicina ad una svolta epocale. Strano però che l’uguaglianza dei diritti, per cui storicamente si è sempre lottato, ancora oggi a qualcuno sembri una cosa tanto innaturale…

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Valentina Idonea



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