Evento

Fondazione Fincantieri porta a Palermo mostra su motonavi Saturnia e Vulcania

Vista del Cantiere Navale in uno spazio anticamente occupato dall'Arsenale
9 mag 2016 - 18:29

PALERMO - Venerdì 13 maggio alle ore 18.00, nei locali dell’Arsenale della Marina Regia a Palermo, è previsto il vernissage per presentare la mostra “Saturnia e Vulcania – motonavi da record”, realizzata per la Fondazione Fincantieri e curata da Maurizio Eliseo e Nicolò Capus con progetto espositivo a cura di Vito Inguglia: saranno esposti modellini, fotografie, schemi tecnici e cimeli legati ai due leggendari transatlantici che hanno solcato gli oceani prima e dopo il secondo conflitto mondiale. Nei giorni successivi, dal 14 maggio al 5 giugno, la mostra, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza del Mare, sarà aperta al pubblico tutti i giorni, eccetto i lunedì, dalle ore 10.00 alle 18.00 e sarà accompagnata da eventi collaterali.

Le due motonavi, costruite per la Cosulich Line di Trieste a metà dei ruggenti anni Venti del secolo scorso nel celebre stabilimento di Monfalcone, una volta entrate in servizio furono le più grandi e potenti navi di linea mosse da motori diesel, rappresentando una efficace ed economica alternativa alla tradizionale propulsione a vapore. La Saturnia navigò per 37 anni e la Vulcania per 43, trasportando oltre un milione di persone, in pace e in guerra; prime unità passeggeri provviste di cabine con balcone privato, un “must” di tutte le navi da crociera odierne, divennero le beniamine del pubblico internazionale alternando i viaggi di linea a quelli turistici, nel Mediterraneo e ai Caraibi, quando l’industria crocieristica era ai suoi primordi.

Nel corso della loro lunghissima ed eccezionale carriera si resero protagoniste di una moltitudine di avvenimenti memorabili, trovandosi spesso al centro di cronache di richiamo mondiale. Durante il conflitto svolsero numerose missioni, prestandosi al trasporto di truppe e come navi ospedale e furono preziose per il rimpatrio di oltre 30.000 profughi civili dalle ex colonie italiane in Africa cadute ormai in mani inglesi, civili di cui il governo di Londra, come comunicato a quello di Roma, non avrebbe garantito l’incolumità: donne, bambini, anziani e malati ammassati in campi di internamento malsani dove, complice il clima, le epidemie li stavano falcidiando.

Sopravvissute intatte, quasi per miracolo, alle devastanti operazioni belliche, furono le prime a riprendere i collegamenti tra l’Italia e gli Stati Uniti nel dopoguerra.

La mostra e il libro che la accompagna rendono omaggio a due delle più belle e straordinarie navi passeggeri mai costruite, acclamate e invidiate dall’impresa cantieristica di tutto il mondo. Tra gli eventi che arricchiranno la mostra, la degustazione, prevista per il 22 maggio, dei tipici cocktail serviti a bordo delle due motonavi al largo delle coste degli Stati Uniti durante il proibizionismo, preparati per l’occasione dagli studenti dell’Istituto Alberghiero “Paolo Borsellino” di Palermo e un laboratorio fotografico per le scuole dal titolo “2N1C – due navi un click” curato dal giovane Alberto Bilardo con Cristiano Intergugliemi e Salvatore Mercadante.

Da non perdere poi l’occasione di partecipare alle visite guidate all’interno dei Cantieri Navali di Palermo, a numero chiuso e destinate per motivi di sicurezza ai maggiori di 12 anni, concordabili tramite l’email fondazionefincantieri.palermo@fincantieri.it, organizzate per la prima volta e che vedranno eccezionalmente come punto di partenza un ingresso creato ad hoc dai locali dell’Arsenale della Marina Regia.

Davide Bologna

Redazione NewSicilia



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