Iniziativa

Catania, nel weekend nuovi laboratori didattici per i bambini alla Fondazione Puglisi Cosentino

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11 nov 2016 - 16:26

CATANIA - Alla Fondazione Puglisi Cosentino, dove fino al 15 gennaio è in corso la mostra di Ugo Nespolo “That’s life” ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro e a cura di Danilo Eccher, proseguono nel weekend con due nuovi laboratori dedicati ai bambini dai 4 ai 10 anni le attività di didattica museale affiancate ai servizi di visite guidate per studenti e gruppi.

Domani, sabato 12 novembre, alle ore 17, si giocherà con i numeri e le forme geometriche. Il laboratorio si intitola “I numeri si amano?”, e prende spunto da alcune opere in mostra (come “Addizione”, smalti su legno del 1973) e a condurlo sarà Marisa Casaburi, illustratrice e artigiana della cartapesta.

“Un laboratorio – spiega la Casaburiche unisce l’esplorazione del mondo dei numeri e delle forme nello spazio con la fantasia e la creatività. Con la tecnica del collage si creeranno delle coloratissime carpette che ogni bambino potrà personalizzare con molteplici forme e geometrie”.

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Domenica 13 novembre, sempre alle ore 17, ci sarà la disegnatrice Nadia Ruju con “Cromo-Collage”, un laboratorio ispirato alle opere di Nespolo e ad alcuni divertenti e a volte impercettibili, per gli adulti, dettagli figurativi che la fantasia dei bambini trasformerà in personaggi e creature bizzarre del mondo dei fumetti.

Sono sinceramente molto felice di aver contribuito in maniera determinante a realizzare questa mostra che può considerarsi una retrospettiva del percorso culturale ed artistico del mio caro amico Ugo Nespolo. – afferma il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo e promotore dell’iniziativa –. Dopo anni in cui le nostre vite non hanno più consentito di incontrarci, grazie all’amabilità del gallerista Enrico Lombardi ho avuto modo di rivedere alcune sue opere e con grande emozione ritrovare, attraverso di esse, quel periodo così gradevole che ha caratterizzato la mia vita giovanile negli indimenticabili anni Sessanta, in cui i grandi protagonisti erano Arturo Schwarz e la sua meravigliosa galleria, il caro amico Giorgio Marconi ai primi passi della sua avventura professionale e gli artisti a quell’epoca considerati rivoluzionari, ovvero Baj, Crippa, Dova, Bertini, Harloff, Tadini e Del Pezzo, dei quali faceva parte, appunto, anche Nespolo.

“In mostra - ha aggiunto – abbiamo portato un compendio di opere che sintetizzano l’intera e variegata sua parabola artistica, a cominciare dalle sculture di fine decennio, per continuare con le incursioni nell’arte povera dei primi anni Settanta, con i tappeti ed i ricami degli anni Settanta ed Ottanta e con la poliedrica produzione dell’ultimo ventennio, incluse l’esperienza cinematografica che lo ha visto autore di pellicole e manifesti di film e le opere di ispirazione deperiana. Sono dunque molto felice che questa retrospettiva complessiva di Ugo Nespolo sia stata realizzata su mio impulso grazie alla Fondazione che presiedo, non solo come omaggio ad un rapporto amicale antico attualmente rinnovatosi, ma soprattutto quale testimonianza concreta del fatto che i valori culturali che mi avevano suggestionato tanti anni fa mantengono inalterato il loro effetto trascinante ancora oggi”.

Nespolo – dice Allegra Puglisi Cosentino, presidente della Fondazione Puglisi Cosentino – ha l’abilità di portare l’arte nella vita, spaziando attraverso settori completamente diversi e sempre con il proprio stile inconfondibile. Si tratta di un artista incredibilmente poliedrico, capace di esplorare nel corso della sua vita mondi sempre nuovi come la grafica pubblicitaria, il design, il cinema, il teatro, l’illustrazione, l’abbigliamento. La sua ricerca spazia attraverso materiali, supporti, tecniche differenti, sempre guidata da uno spirito ludico e da un’inondazione di colori che travolgono inesorabilmente lo spettatore. Un artista senza confini, che si slega dalle tradizionali forme d’arte come la pittura o la scultura affrontando con coraggio sfide sempre diverse e arrivando a progettare tra le tante cose anche un orologio Swatch, un’etichetta Campari e la maglia rosa del Giro d’Italia 2003. Siamo entusiasti di ospitare questa mostra negli spazi della Fondazione Puglisi Cosentino dando l’opportunità ai visitatori di conoscere da vicino l’arte di un grande interprete del Novecento”.

Redazione NewSicilia



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