Iniziativa

Catania, la “dog’s beach”: realtà affermata ma pochissima affluenza

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16 lug 2015 - 06:35

CATANIA - Non bisogna essere particolarmente amanti degli animali, e nella fattispecie di quelli domestici, per riconoscere nella “dog’s beach” che si trova fra la spiaggia libera numero 1 e il lido Azzurro della playa etnea, un’iniziativa di grande civiltà e progresso. E allora come mai così pochi conoscono questa realtà e ancor di meno la frequentano?

Una volta entrati si nota subito con quale dedizione l’associazione “GliAltri”, da sempre impegnata nella salvaguardia degli animali, da due anni e cioè dall’apertura dello spazio nel 2013, ha allargato il suo raggio d’azione sposando la nuova sfida della gestione del pezzo di spiaggia.

Parliamo di una specie di oasi dove i clienti possono entrare con i loro compagni a quattro zampe senza che questo comporti dissapori o l’insofferenza degli altri bagnanti. I cani, a loro volta, sono sempre controllati: sono ammessi solo quelli che hanno compiuto il terzo mese di vita, al loro primo ingresso vengono inseriti nei registri solo se dotati di microchip e muniti di un libretto sanitario che attesti le tre vaccinazioni di base per poter fare il bagno al mare.

Non bisogna, inoltre, immaginare questa realtà come una sorta di “paradiso dei balocchi” dove i cani scorrazzano felici e liberi di abbandonare i loro bisogni nei vari angoli del lido: all’interno vige grande disciplina. Normalmente i quadrupedi vengono legati agli appositi bocchettoni posti nella parte inferiore degli ombrelloni così da consentire una “convivenza al mare” più tranquilla possibile, ma per coloro che hanno rapporti più simbiotici con i loro “amici pelosi”, sono a disposizione anche delle aree recintate dove è possibile stare all’ombra senza la restrizione del guinzaglio.

Fin qui sembra essere tutto perfetto. Che dire, però, dell’affluenza? È quasi nulla. Nonostante la posizione dello stabilimento potrebbe favorire le tante presenze, durante la settimana gli ospiti si contano sulle dita delle mani. Non si sa se questo dato sia legato alla poca informazione riguardo la struttura o alla poca preparazione dei catanesi in merito al “cambiamento”. Ciò che è certo è che gli ingressi aumentano solo durante il fine settimana oppure il giovedì, quando l’educatore dei cani, Francesco Pavone, mette a disposizione dei clineti le sue conoscenze.

Fiore all’occhiello dello stabilimento è proprio l’attività di Pavone, che ogni settimana si ritrova con le famiglie di persone disabili o autistiche per svolgere delle sessioni di pet therapy o di educazione di base degli animali. C’è da aggiungere che dall’inizio della stagione è stato possibile, e lo sarà ancora, partecipare a degli incontri specifici. Per esempio il prossimo 18 luglio si svolgerà un evento con gli addestratori di cani boxer e doberman. Il 26 invece, i migliori amici dell’uomo, verranno impegnati in una sfida di nuoto dove verrà anche premiata la coppia più bella; poi, ancora, il 2 agosto, ci sarà un concorso di bellezza.

Come anticipato, ci siamo chiesti perché, nel capoluogo etneo, questi servizi non vengano valutati come dovrebbero. Una domanda del genere richiede però la valutazione di concause che portano a considerazioni come quella fatta da Giuseppe Ragusa, presidente provinciale Sib: “Il target di coloro che frequentano i lidi è profondamente cambiato - dichiara -. Sono aumentati i giovani tra i 14 e i 18 anni a scapito delle famiglie che si sono dimezzate – continua Ragusa – perché oggi giorno non esistono più gli assetti del passato in quanto non esiste più la figura del solo capofamiglia che lavora mentre la moglie e i figli godono un po’ di relax – conclude -. Oggi portare la famiglia al mare significa spendere 50 euro al giorno e purtroppo non tutti possono concedersi questo lusso”. 

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Vittoria Marletta



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