Legalità

“Catania bene”: la mafia catanese secondo Sebastiano Ardita

sebastiano mafia malavita
17 set 2015 - 17:40

CATANIA - Sarà presentato nei locali dell’Auto Yachting Club di Catania alle 20,30 del prossimo 23 settembre il nuovo libro di Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto del Tribunale di Messina, “Catania bene“.

Il testo, sicuramente di rottura rispetto ad altre opere saggistiche imperniate sul tema del dibattito politico, si pone l’obiettivo di scandagliare a fondo la nostra storia, la nostra società e una lunga serie di scelte governative più o meno condivisibili. Uno dei momenti topici in tal senso, lo si evince chiaramente dalle pagine di “Catania bene“, è quello dei “ruggenti anni ’80“, fase storica in cui, soprattutto nella città etnea, si adottò la tecnica dell’”inabissamento“.

Sebastiano Ardita, con sguardo lucido e disincatato, ricostruisce l’atmosfera di quel periodo e, basandosi sulle esperienze maturate nel corso della sua lunga carriera da magistrato, esamina con estrema razionalità il fenomeno del disagio sociale, il disadattamento giovanile ed il divario economico tra città e provincia. Tutti questi elementi, sostiene Sebastiano Ardita, hanno contribuito a consegnare nelle mani dei clan mafiosi nuova “forza lavoro”. In questa precisa fase storica, lo si evince chiaramente dalle pagine di “Catania Bene” e forse qualcuno riesce persino a ricordarsene, Nitto Santapaola elabora un piano d’azione totalmente diverso da quello ideato da Totò Riina e Bernardo Provenzano; il boss catanese ricorre infatti alla fitta trama delle relazioni occulte.

A Catania quindi la mafia inizia a coinvolgere l’imprenditoria, i ceti medio – alti della società e non esita a togliere di mezzo ogni possibile ostacolo. Alcuni ostacoli, ricordati ancora oggi, si chiamavano Pippo Fava, Giovanni Lizzio e Carlo Alberto dalla Chiesa. Contemporaneamente Catania ed i suoi abitanti sono costretti o hanno imparato a lasciar correre, a distogliere lo sguardo.

La mafia catanese sembra così aver trovato i migliori criteri di autogestione: il modello della cooperazione e della corruzione, in brevissimo tempo, si estende a tutta la Sicilia. Partendo da questa attenta ricostruzione storica, sociale e politica, Sebastiano Ardita esamina la Catania e l’Italia contemporanea, realtà geografiche in cui il modello della mafia cooperante con le istituzioni è lontana dal rappresentare soltanto un ricordo.

Alla presentazione di “Catania bene” prenderanno parte, oltre ovviamente a Sebastiano Ardita, Nello Musumeci, presidente della commissione regionale antimafia, ed il giornalista Guglielmo Troina.

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Valentina Idonea



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