Festa

Carnevale in Sicilia: le tradizioni più curiose dall’antico al moderno

fonte: Corriere Viaggi
fonte: Corriere Viaggi
22 feb 2017 - 06:58

CATANIA - Carnevale si avvicina ogni giorno di più e, sebbene magari qualcuno non sente lo spirito di una festa scherzosa e allegra ma lo sente come un giorno qualunque, in Sicilia non si smette con le tradizioni, proprio perché la nostra regione è, appunto, tradizionalista.

Sono diversi i carnevali famosi nel territorio nostrano e ci sono anche tantissime altre possibilità per cui potersi divertire e far divertire i propri figli: a Catania, ad esempio, è consono il giorno di carnevale portare i bambini con vestiti di personaggi famosi dei cartoni animati o caratteri particolari della storia della tradizione italiana ed europea, come lo spazzacamini o il “monello”, alla villa Bellini ma ultimamente vanno di moda quelli, se vestiti da carnevale possono essere definiti, di Papa Francesco o coppie di bambini travestite da Maurizio Costanzo e Maria De Filippi (un po’ assurdo quando abbiamo visto questo strano modo di vestirsi in giro, lo sappiamo).

Anticamente in Sicilia si poteva assistere a delle danze particolari, come quella “degli schiavi” durante la quale i partecipanti, travestiti appunto da schiavi, ballavano per le strade pubbliche al suono di antichi strumenti turchi come i tamburi, o la così chiamata “Balla-Virticchi” per la quale i partecipanti si travestivano da pigmei e intrattenevano il popolo.

Non mancheranno però le classiche parate e sfilate di carri in tutta la Sicilia: il Carnevale più famoso è quello di Acireale, ma ci saranno anche quello di Misterbianco e Sciacca, ad esempio. Anche in altre località come Palazzolo Acreide, Regalbuto (Enna), Avola, Brolo, Cinisi, Corleone, Donnalucata, Giardini Naxos, Santa Lucia del Mela (Messina), Saponara (Messina), Belpasso, Paternò, San Pietro Clarenza  e Termini Imerese si festeggerà.

Una delle tradizioni che invece sembra essersi persa è quella di raccontare degli indovinelli in dialetto, spesso ricchi di doppi sensi ma che spesso e volentieri avevano in realtà una soluzione più ingenua di quello che si poteva pensare. Nonostante questo, l’abitudine di festeggiare il carnevale è molto sentita, poiché sono molte le feste organizzate da privati ma specialmente quelle in forma pubblica sono le più diffuse e si svolgono nei luoghi già sopra citati.

Infine, c’è spazio anche per i giochi, come quello del Maiorchino, durante il quale delle squadre lanciano lungo un percorso , “a maiurchèa“, il tipico formaggio pecorino stagionato. Più classici invece la “Caccia alla volpe” o “il gioco di Arlecchino e Pantalone“, dove i bambini si rincorrono l’un l’altro per avere la meglio sugli altri: nel primo caso, si cercherà di prendere il fazzoletto posizionato come se fosse una coda di volpe, mentre nel secondo assisteremo a duelli per cercare di colpire con un giornale chi farà Arlecchino. Se Pantalone ci riuscirà, allora avrà vinto.

L’importante, a prescindere da cosa si faccia in questa caotica giornata, è divertirsi: organizzatevi e passate un giorno di piena follia!

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Gabriele Paratore



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