Polizia

Presentata biografia di Giuseppe Dosi, precursore dell’interpol italiana

Giuseppe Dosi
21 nov 2015 - 18:06

CATANIA - Un artista in tutti i sensi, soprattutto nel travestimento. Si tratta di Giuseppe Dosi, a cui è stato dedicato un libro, “Giuseppe Dosi. Il Poliziotto artista che inventò l’interpol italiana”.

Il testo è stato scritto dal primo dirigente della polizia di stato Raffaele Camposano. Nelle pagine si rivive la vita di quello che è stato un abile detective. Dosi nacque a Roma il 18 dicembre 1891 e sin da giovane perseguì la strada dell’arte. Nel 1912, poi, entrò a far parte del corpo di polizia, mostrando spiccate doti investigative.

La sua miglior arma era il travestimento, tanto che gli furono assegnati casi spinosi, come l’omicidio di alcune bambine a Roma tra il 1924 e il 1927. La sua ricerca ostinata del vero colpevole gli costò l’ostilità del regime fascista. Così fu trasferito fuori Roma e fu anche sospeso, fino ad essere rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Successivamente, venne messo anche nel manicomio criminale di Santa Maria della Pietà. 

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fu rilasciato e riprese quello che aveva lasciato. Venne assunto come Special Investigator nel Counter Inteligence Corp, diventando testimone in molti processi per crimini di guerra.

Ottenne molte onorificenze, tra cui l’importante Medal of Freedom nel 1946. Morì nel 1981.

Andrea Lo Giudice



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