La festa

La Befana: storia e tradizione dell’Epifania

epifania_1
6 gen 2016 - 07:37

Fa visita ai piccini la notte tra il 5 e il 6 gennaio, nella notte dell’Epifania, e volando su una scopa, riempie le calze con dolciumi (per i più buoni) e carbone (per quelli che si sono comportati male). A fare tutto ciò è la Befana.

Il termine deriva dal greco epifàneia e rappresenta una figura folkloristica legata alle festività natalizie. È proprio quest’ultima, infatti, a chiudere la serie di festeggiamenti del Santo Natale.

Questa festa è tipica, però, soltanto delle regioni italiane. Nel resto del mondo è meno conosciuta. Tornando indietro nel tempo, infatti, è possibile apprendere che questa festività era legata agli antichi Romani.

Partiamo dalla storia… quando e dove nasce la Befana? E soprattutto, chi era?  Ci troviamo nel X-XI secolo a.C., protagonisti sono gli antichi Romani che ereditarono una serie di riti propiziatori pagani legati ai cicli stagionali dell’agricoltura. Tali riti vennero associati al calendario romano, precisamente al solstizio invernale. Infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio, veniva celebrata la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati per portare fertilità nei raccolti futuri. Da qui inizia il “mito” della figura femminile che “vola”.

A partire dal IV secolo d.C., però, l’antica Chiesa di Roma iniziò a condannare tutti i riti e le credenze pagane definendole frutto di influenze sataniche. L’aspetto benevolo di quella figura femminile venne associato a quello di una strega. Non a caso, infatti, volava su una scopa (antico simbolo di stregoneria). La Befana venne infine identificata in una vecchia, raffigurazione simbolica dell’anno vecchio.

Secondo una versione “cristianizzata”, invece, l’immagine della Befana si ricollega ad una leggenda del XII secolo, secondo la quale i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada chiesero informazioni ad un’anziana signora che, indicata loro la via, si rifiutò più volte di seguirli e far visita al piccolo. La vecchietta, tornata a casa, si pentì e iniziò a preparare dolciumi che regalava ai bimbi che incontrava per strada, sperando che alla fine, uno di loro, fosse Gesù. Da allora, la signora girerebbe il mondo facendo regali a tutti i bambini per farsi perdonare. L’usanza del carbone venne successivamente inserita per “punire” i bambini che nell’anno vecchio si erano comportati male.

Così, tra caramelle, cioccolatini, giocattoli e carbone, nasce l’Epifania che… “tutte le feste se le porta via”.

Rossana Nicolosi



© RIPRODUZIONE RISERVATA