Libri

Aspettando l’8 marzo: emancipazione femminile anche attraverso il calcio

copertina
2 mar 2016 - 17:56

PALERMO - A pochi giorni dall’8 marzo, data in cui ricorre annualmente la “festa della donna“, iniziano i preparativi per ripercorrere i momenti chiave che hanno segnato la storia dell’emancipazione femminile nella società. Tanti sono gli episodi che hanno permesso alle donne di raggiungere con il tempo la parità dei diritti. Qualcuno però, non ha voluto concentrarsi sui soliti fenomeni che hanno scolpito la scalata femminile, puntando l’attenzione su un movimento che ha aiutato, e non poco, questo processo: il calcio femminile.

Tutt’oggi il calcio femminile non ha un grande successo di pubblico ed è spesso considerato uno sport di poco conto. Ma la sua importanza a livello politico non è in discussione. Un ingegnere palermitano, Giovanni Di Salvo, dopo mesi di letture e ricerche ha dedicato un intero libro a questo argomento: “Quando le ballerine danzavano col pallone“. 

Il libro ricostruisce passo per passo l’epopea delle ragazze in pantaloncini e calzettoni. Il calcio femminile, come la sua controparte maschile, nacque in Inghilterra alla fine dell‘800. In Italia, invece, arrivò solo nel 1933 a Milano col Gruppo Femminile Calcistico. Ben presto però le ragazze furono costrette a mettere il pallone in soffitta perché il calcio femminile venne ostracizzato dal Coni.

Furono le ballerine a dare nuova spinta al movimento nei primi anni del secondo dopoguerra in quanto iniziarono ad esibirsi non solo sui palchi dei teatri ma anche nei campi da gioco. I primi campionati a livello nazionale sorsero solo alla fine degli anni sessanta. Uno degli epicentri nello sviluppo del calcio femminile fu la Sicilia con la nascita di una federazione (la Fsgcf), fondata da un avvocato, Andrea Patorno. Una “rivoluzione” culturale, in una regione popolata da gente con una mentalità poco aperta alle novità e legata a radicate ideologie spesso ormai anacronistiche in cui le ragazze erano costrette a giocare di nascosto da fidanzati e genitori.

Dopo la nascita della Federazione unica Patorno istituì un’altra sua federazione (la Figcfcm), che organizzò, per qualche anno, campionato, coppa Italia e addirittura una sua nazionale (che partecipò anche a un torneo Internazionale in Messico e ad una Coppa Europa) a cui presero parte squadre dal Lazio in giù. A piccoli passi il calcio femminile entrò nella famiglia della FIGC e nel 1986 venne inserita nell’ambito della Lega Nazionale Dilettanti. Seguirono l’istituzione della Divisione Calcio Femminile e la sua recente trasformazione in Dipartimento.

Il testo raccoglie frammenti di storia, personaggi e defunte federazioni che rischiano di perdersi nelle pieghe del tempo. Non mancano aneddoti, curiosità e note di colore, utili a studiare uno dei processi più importanti della storia da un punto di vista nuovo e originale.

 

Santi Liggieri



© RIPRODUZIONE RISERVATA