Incontro

All’Archimede “L’importanza della cultura nella lotta contro la mafia”

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26 mag 2017 - 18:15

CATANIA – Serve grande coraggio nella lotta contro la mafia e oggi, una testimonianza di altissimo valore, è stata data dal sostituto procuratore della Repubblica Antonella Barrera, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, nel corso dell’incontro “L’importanza della cultura nella lotta contro la mafia” organizzato dall’Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta all’istituto tecnico industriale Archimede di Catania. Hanno partecipato al dibattito anche l’avvocato Mariolina Malgioglio, il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta Carmelo La Rosa e il dott. Giuseppe Agosta, figlio del maresciallo Alfredo Agosta.

Tanti gli argomenti trattati, dai reati di estorsione a quelli di spaccio. E la presenza del magistrato Antonella Barrera ha lasciato nei 100 alunni presenti all’incontro, stupore e ammirazione. Ammirazione nei confronti di una donna che ha deciso di impegnarsi nella lotta contro la mafia accettandone i rischi.
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“Io non faccio il magistrato, io sono un magistrato – ha affermato – e tra il fare e l’essere c’è una gran bella differenza. Ci vuole coraggio, certo, perché la Dda tratta situazioni molto delicate. Ma se hai deciso di percorrere questa strada, devi percorrerla fino in fondo e con coraggio. Devi lavorare come se fossi indispensabile, anche se in realtà non lo sei. Per ogni magistrato ucciso dalla mafia, altri 10 sono pronti a lottare”.

Combattere la mafia è un’azione quotidiana e ogni individuo, nel proprio piccolo, può contribuire. Attraverso la cultura, lo studio, i giovani formano il proprio pensiero, un pensiero che una volta maturato, difficilmente potrà essere influenzato. “Studiare è fondamentale – conclude Antonella Barrera – e tutti possono portare avanti questa lotta. Anche semplicemente tenendo un comportamento corretto e all’insegna della legalità. Oppure denunciando. Questi ragazzi sono giovani e non sanno ancora cosa faranno nella vita, ma oggi possono scegliere di stare dalla parte dello Stato, come cittadini onesti”.  

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Redazione NewSicilia



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