Arte

Ad Agrigento la mostra di Pino Pinelli: la rivoluzione della “pittura senza quadro”

Pino Pinelli, ritratto con opera Pittura R (ph. Antonio Idini)
10 mar 2016 - 17:59

AGRIGENTO – Abbandono della tela e del telaio fino al raggiungimento di “una pittura in perenne migrazioneun’uscita dal quadro che non è negazione della pittura ma una sua differente concezione. Diversamente inseguita ed essa stessa inseguitrice di uno spazio sempre assorbente e mai compiuto”.

Queste energiche e vigorose parole dello storico dell’arte Giovanni Maria Accame spiegano magistralmente la forza dell’arte visionaria di Pino Pinelli, artista a cui Le Fabbriche Chiaramontane di Agrigento dedicano una ricca retrospettiva con la mostra Trademark, a cura di Marco Meneguzzo, in programma alle FAM dal 19 marzo fino al 22 maggio. Mentre l’inaugurazione si terrà sabato 19 alle ore 19:00.

Saranno quindici le opere in mostra ad Agrigento, selezionate dalle collezioni di privati e gallerie e realizzate da Pinelli dal 1975 ad oggi.

Trademark, ovvero “marchio di fabbrica”, forme e “singoli colori puri” sullo stile di Mondrian, hanno reso  celebre, nell’arco di quarant’anni, l’arte di Pinelli, protagonista della Pittura Analitica nata in Italia negli anni Settanta. 

Pinelli, di origine catanese, lavora a Milano dal 1963 dove ha preso parte da vicino alla stagione artistica vivacizzata da Lucio Fontana, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. Con i cicli delle Topologie e Monocromi, Pinelli esplora nei primi anni Settanta la tendenza dell’epoca per la pittura analitica per poi approdare a una “pittura senza quadro“:

Cosa sono, infatti, i suoi segni, le sue disseminazioni, se non ‘pura pittura’? – spiega il critico d’arte Marco Meneguzzo nel saggio in catalogo -. Basterebbe questa intuizione per riservargli un posto nella nostra storia dell’arte, se non altro come unico artista italiano a fare pittura senza quadro [...] L’opera di Pinelli ha la “naturalità” delle grandi idee, delle grandi intuizioni, perché è semplice, e perché apre un orizzonte sconfinato, al suo lavoro come a quello di altri”.

Alla mostra, difatti, realizzata dagli Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento in collaborazione con l’Archivio Pino Pinelli, è dedicato un catalogo in cui è presente il saggio del curatore Meneguzzo, docente dell’Accademia di Brera a Milano, nonché curatore per le FAM di altri importanti e inediti progetti di ricerca come quello legato all’Astrattismo e all’Arte Concettuale in Sicilia.

Le FAM sono aperte al pubblico martedì e mercoledì solo nel pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00. Dal giovedì alla domenica sono aperte al mattino dalle 10:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 16:00 fino alle 21:00. Chiuse tutti i lunedì, mentre rimarranno aperte a Pasqua, chiuse a Pasquetta.

Daniela Torrisi



© RIPRODUZIONE RISERVATA