Fontana

“Acqua a linzolu”: a settembre il restauro

22 ago 2014 - 11:17

CATANIA - A partire dalla metà del mese di settembre una decina di allievi del corso di restauro dell’Accademia di Belle arti, grazie a un accordo con l’Amministrazione comunale, procederà a rimettere a nuovo la fontana dell’Amenano, realizzata nel 1867 dallo scultore napoletano Tito Angelini sulla piazza del Duomo tra Palazzo Chierici e Palazzo Pardo.

“Finalmente – ha sottolineato l’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa Orazio Licandro – questo magnifico monumento tornerà agli antichi splendori visto che i giovani, seguiti da insegnanti dell’Accademia specialisti in restauro, non solo restituiranno alla statua del fiume Amenano la mano distrutta da alcuni vandali che una ventina d’anni fa si arrampicarono sulla fontana per assistere ai fuochi di Sant’Agata, ma rinnoveranno il monumento in tutte le sue parti”.

La scenografica fontana – nota a Catania come “Acqua a linzolu” poiché, cadendo da ogni lato del basamento, il liquido forma un vero e proprio lenzuolo precipitando sul corso d’acqua che scorre due metri più sotto – è composto da una grande vasca a forma di conchiglia in marmo di Carrara, sulla quale è poggiata la statua personificazione del fiume Amenano, in epoca pagana venerato a Catania come un dio, che sorregge una cornucopia. Ai lati della divinità, si trovano due tritoni, mentre la conchiglia poggia su un basamento che reca sulla parte anteriore lo stemma della città.

Il direttore dell’Accademia Virgilio Piccari ha spiegato che per portare a termine le operazioni di restauro occorrerà circa un mese e che l’Accademia è in attesa di un visto da parte della   Soprintendenza.

 

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA