La storia

Zu Ninu, a 70 anni ogni giorno in bici da Tremestieri a Catania

bici
26 feb 2017 - 06:51

CATANIA - Oggi vogliamo raccontarvi una storia, una storia di quelle belle, che fanno nascere sul viso un sorriso spontaneo e che soprattutto fanno capire che al mondo ancora esiste tanta brava gente.

Alla fermata dell’autobus, sopra piazza Cavour, meglio nota come piazza Borgo, intorno alle 20,30, spesso si vede un anziano signore armeggiare con una bicicletta mentre aspetta l’ultima corsa dell’Ast.

La prima volta non ci fai caso, lo osservi incuriosito. L’uomo piega in due la sua bicicletta e la carica sul bus, per tornare felicemente a casa. Curioso, si, decisamente.

Un po’ di tempo dopo lo rivedi, sempre sulla sua bici, ma stavolta ha difficoltà a chiuderla. E allora dai, ti avvicini, offri un aiuto, anche se non hai idea di come quella bicicletta possa piegarsi in due.

Lui ti sorride, sincero, e ti dice che non c’è bisogno. Però è contento, e allora ti dice di aspettare un istante; rovista tra la sua roba ed esce una busta da cui ti ordina di prendere una caramella. Tu gentilmente rifiuti, ma no, insiste e alla fine ti convince con un: “mangia e poi mi dici“.

E in effetti quelle caramelle alla menta e al latte sono buone, buonissime, si deve ammettere.

Sei curioso, troppo curioso, e allora gli chiedi chi è, cosa fa nella vita, e perché va in giro con una bici.

Io ogni giorno scendo in bici da Tremestieri fino a Catania, al ritorno però non ce la faccio e allora salgo la bici sul bus e torno a casa. A Catania ci scendo perché lavoro in viale Mario Rapisardi, ho una bancarella, vendo bigiotteria. Cioè, ormai non si vede più una lira, lavoro non ce n’è, diciamo che vengo qua per stare con i miei amici. Poi ho anche una casa al Borgo che cerco di vendere perché sia io sia mia moglie siamo anziani e non ci serve più“.

Nel frattempo che racconta continua a offrirti caramelle. Al tuo: “sono buonissime ma non me ne approfitto, dai” lui ti risponde: “non scherzare mangia, tanto povero sono e povero resto“. E se la ride con gusto.

Pensa - aggiunge - che ogni giorno all’autista ne porto una busta, perché lui mi dice sempre ‘su non mi potti i caramelli non ti fazzu acchianari “. E se la ride ancora; beh speriamo almeno che il biglietto non glielo faccia pagare! 

Poi sai cos’è, quando una persona si dimostra gentile con me io sono gentile con lei. Ogni tanto mi capita di regalare anche qualcosa di bigiotteria, e chiddi costunu chiu assai de caramelli!“. E ancora se la ride con gusto. La cosa fantastica è che ride, sempre.

Non contento della sua gentilezza si accende una Rothmans e ti chiede se ne vuoi anche tu una. Eh già, il vizietto del fumo non glielo levi.

Ho iniziato a fumare a… 30, 35 forse 40 anni, non ricordo. Fanno male, ci ho provato ma non ci riesco proprio a smettere. Infatti lo dico sempre anche ai miei nipoti di andarci piano con queste“.

Arriva il suo autobus, sale, ti dice che sei una brava persona… ma tu pensi che qui la brava persona è lui, e ce ne fossero così in giro. Carica la sua bici, saluta l’autista (consegnandogli verosimilmente anche le caramelle) e si congeda con un “fatti vedere, mi raccomando, chiedi do Zu Ninu!“.

A mente lucida ci rifletti e… obiettivamente, una persona anziana, a occhio sulla settantina, che non riesce a lavorare ma ha la forza fisica di macinare tanti chilometri in bici da far venire la pelle d’oca a molti 20enni attaccati alla tv, e soprattutto la forza emotiva di affrontare la vita con tonnellate di gentilezza, altruismo e simpatia, dove diamine la trovi?

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Omar Qasem



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