Tratte aeree

Voli a prezzi elevati? Ecco la spiegazione

aeroporto fontanarossa catania
9 ott 2015 - 06:54

CATANIA – Perché se voglio partire da Catania per raggiungere Milano devo spendere cifre esorbitanti? Questa è la domanda che in molti si saranno posti nello “scandagliare” le varie proposte di volo delle compagnie aeree.

Per risalire al problema, quindi, bisogna analizzare le leggi e gli accordi che regolamentano i rapporti tra le società di volo e gli scali aeroportuali. Relazioni intricate e in cui emerge, sostanzialmente, un unico problema, come spiegato da Salvo Zappalà, imprenditore nel campo del Tour Operator: “Essenzialmente, la ragione per cui uno è costretto a pagare certe cifre per alcune tratte è legata ad un problema di natura politica“.

Il ruolo amministrativo, quindi, assume una chiave importante in questa situazione, specialmente perché il suo obiettivo dovrebbe essere quello di fare gli interessi del territorio.

Ma, quindi, come si potrebbe risolvere il problema? “Sicuramente, - spiega Zappalà – se ci fosse la politica, gestirebbe la cosa a monte, partendo da Assoclearance, l’associazione voluta dallo Stato e che rappresenta tutti gli aeroporti d’Italia e tutte le compagnie che fanno tappa nello Stivale. Ci vorrebbe qualcuno che riveda il criterio di assegnazione degli slot perché ci sono delle evidenti anomalie legate allo scalo di Milano”.

Per essere più chiari si può riportare un esempio: se da Milano per Catania ho 10 voli, mentre da Roma ne ho 23 è logico che quelli partenti da e per il capoluogo lombardo costino di più. Il tutto perché dove dove c’è abbondanza di domanda non c’è la giusta offerta.

Ma, secondo Zappalà, ci sarebbe un’altra possibile soluzione: “Un’idea potrebbe essere quella di creare un’agenzia regionale che gestisca l’accessibilità per la nostra terra. Qui ci sono tante cose appetibili, che richiamano l’interesse dei visitatori. Credo che questa possa essere una soluzione per uscire da una situazione umiliante per la Sicilia”.

Gli attuali accordi, in effetti, potrebbero aver influito nella diminuzione di passeggeri arrivati nell’Isola, a differenza di quanto detto dal presidente della SAC Salvatore Bonura. I dati sono forniti dall’Associazione Italiana Gestori Aeroporti, che su Catania hanno registrato un -3,8%.

Dati Assaeroporti

Infine, investire su e per il territorio dovrebbe essere un obiettivo comune a tutti. E, allora, perché ci sono 4 aeroporti che servono sostanzialmente la stessa area geografica? Non sarebbe stato meglio sfruttare certe risorse per migliorare le infrastrutture o creare un altro scalo ad esempio nell’Agrigentino?

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Andrea Lo Giudice



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