Il Caso

“Volevo denunciare lo spaccio e la prostituzione a San Berillo ma mi hanno pestato”. La disavventura di Ari Denaro

Ari Denaro
27 nov 2015 - 11:31

CATANIA - Forse un po’ troppo sprovveduto o forse più semplicemente troppo coraggioso e adesso è a casa con 6 giorni di prognosi, il volto escoriato, ecchimosi alla testa e una mano tumefatta. 

Quella che vi raccontiamo è la disavventura del catanese Ari Denaro che nella notte fra lunedì e martedì scorso ha deciso di recarsi nel quartiere di San Berillo a Catania per realizzare un documentario di denuncia sullo spaccio e la prostituzione per quelle vie ma qualcosa è andato storto. 

“Intorno alle 5 del mattino – racconta Ari sul suo profilo Facebook – mi hanno scoperto e puntato proprio due spacciatori della zona. Ricordo che erano alti e grossi. Mi hanno pestato e minacciato”.

Il passaggio dagli sguardi alla violenza fisica, infatti, è stato immediato e il catanese è stato preso a calci in testa e in tutto il corpo in via Pistone dove solo un’ora prima gli avevano rubato la moto nello stesso identico posto.

Certo c’è da dire che il progetto assolutamente apprezzabile di Ari Denaro, è stato un po’ bislacco dal momento che l’uomo si è avventurato in quel quartiere senza particolari protezioni ma solo con la sua Gopro Silver, cellulari, soldi, documenti e chiavi di casa che gli sono stati, puntualmente, rubati. 

“Sono riuscito a divincolarmi e scappare per via Pistone, fino a via Ventimiglia – aggiunge Denaro su Facebook – qui era in corso il blitz antimafia con i 37 arresti mentre io imploravo aiuto. Alla fine una poliziotta ha chiamato i soccorsi e sono stato portato al Vittorio Emanuele dove dopo quattro ore di attesa mi hanno medicato e dato la prognosi di 6 giorni”.

Ora in procura c’è la querela e l’avvocato che lo sta seguendo, Emiliano Cinquerrui, afferma: “Seguiremo le regole. Ci sono diversi aspetti processuali e giuridici ma adesso vorremmo vedere ciò che hanno ripreso le telecamere della Ztl”.

E Ari Denaro conclude “Mi affido ai miei avvocati per poter capire come sopravvivere ancora a Catania”.

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Giorgia Mosca



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