Emergenza

Vittoria, casa all’asta per 12mila euro. Montano le proteste

Piazza del Popolo - Vittoria
Piazza del Popolo - Vittoria
9 ott 2014 - 18:56

VITTORIA - A poco meno di un anno dal tragico episodio che vide la morte di Giovanni Guarascio, l’operaio che si diede fuoco per difendere la propria casa finita all’asta, l‘emergenza delle vendite giudiziarie continua a flagellare Vittoria e la provincia di Ragusa in generale.

Quella che era una delle province siciliane con il Pil più alto dell’isola adesso vive una situazione di emergenza a causa del settore trainante: quello dell’agricoltura. Lunedì prossimo nella città ipparina si consumerà l’ennesimo dramma: la casa di circa 90 metri quadrati di una famiglia con a carico un ragazzo disabile verrà venduta a soli 12 mila euro all’asta.

La famiglia Starace non ha potuto onorare i propri impegni con un istituto di credito ed è arrivato il pignoramento e la conseguente vendita all’asta dell’immobile. A quanto pare la somma – come anche nel caso Guarascio – non è ingente: si tratta di circa 4mila euro da versare alla banca.

Ma la crisi che travolge e lacera tutti i risparmi di una vita non ha lasciato scampo al capofamiglia che lavorava in una ditta del settore agricolo che ha chiuso i battenti. E l’uomo – ormai 60enne – non ha trovato il modo di ricollocarsi in un mercato del lavoro povero e chiuso.

A Vittoria, sede di uno dei mercati ortofrutticoli più grandi d’Europa, la crisi ha colpito duro. Le vendite giudiziarie di case e aziende agricole sono all’ordine del giorno e in continuo aumento. Alcuni deputati della Regione Siciliana hanno redatto un disegno di legge per tutelare l’impignorabilità della prima casa.

Ma il governo e molti deputati hanno sistematicamente disertato l’aula al momento del voto. E proprio ieri è saltata per l’ennesima volta l’approvazione del provvedimento.

“Negli ultimi mesi, il parlamento siciliano è stato assolutamente fermo - ha commentato su Facebook l’onorevole Vanessa Ferreri del M5S, una delle promotrici del ddl – come se tutto andasse bene, come se avessimo sistemato le cose e ci potessimo permettere un rallentamento dei lavori. Questo modus operandi è vergognoso, umiliante, imbarazzante. E intanto, mentre il governo e il parlamento godono di un immeritato riposo a Vittoria verrà messa all’asta un’altra casa, un’altra famiglia con a carico un disabile verrà messa per strada. Vorrei concludere questo post con una frase ottimista, ma mi vengono in mente solo parolacce”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche i Forconi: “Pignoramenti ed aste giudiziarie affollano gli uffici delle sezioni fallimentari dei tribunali ed i giornali riempiono paginate intere di avvisi pubblici. Altro che parlare di articolo 18 o di jobs act o di riforma del Senato. Provi Renzi a confrontarsi con qualche piccolo imprenditore e capirà che probabilmente la ricetta per salvare quel che rimane delle piccole e medie imprese italiane di tutti i settori potrebbe essere molto più semplice di quanto sembra”.

“Dateci almeno un segnale - conclude la nota del movimento rappresentato da Mariano Ferro – spiegateci almeno se dobbiamo rassegnarci o se possiamo sperare di ripartire. Noi lunedì saremo a Vittoria, impediremo che si consumi questo atto di pura ingiustizia”.

Lunedì, infatti, i Forconi si raccoglieranno in presidio sotto la casa che sarà venduta per una cifra irrisoria e che metterà sulla strada una famiglia bisognosa con a carico un figlio con problemi di salute.

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Andrea Sessa



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