Denuncia

Ancora vittime dell’amianto, Vicario: “Questa strage deve finire”

calogero vicario
5 giu 2017 - 16:46

PRIOLO GARGALLO - La corte di Appello di Roma ha giusitificato la condanna dell’Inail che ribalta il giudizio di primo grado, con una motivazione choc: l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) e legale dei familiari della vittima, dimostra che “dalla documentazione prodotta in merito all’indagine epidemiologica del 1997 a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e Registro Tumori della provincia di Siracusa, emerge come l’esposizione ad amianto riguardasse tutti i lavoratori del Polo Petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona”. Questo, insieme al decesso di un operaio avvenuto ieri a S. Filippo del Mela, scatena la rabbia degli organi competenti.

L’Inail ha negato a C.L., operaio di Priolo Gargallo, poi trasferito a Roma, il riconoscimento della rendita per malattia professionale, e lui, difeso da Bonanni, aveva fatto causa all’Inail, che resisteva, e nel frattempo è deceduto il 15 luglio 2015, mentre il giudizio di primo grado era ancora in corso. Il tribunale aveva accolto le tesi dell’Inail e rigettato anche la domanda giudiziale: “La Corte di Appello di Roma ribalta l’esito del giudizio di primo grado, condanna l’Inail, ma soprattutto afferma che il mesotelioma va sempre indennizzato, tanto più per ‘tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo’ e afferma il rischio amianto anche per “gli abitanti della zona”.

“Questa sentenza quindi impone l’applicazione della Legge Regionale Siciliana in materia di amianto, ragione per la quale, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, rinnovo l’appello al presidente Crocetta e gli ricordo ancora che è urgentissima l’istituzione della sorveglianza sanitaria su tutta la Sicilia e la creazione del polo di riferimento medico all’Ospedale di Augusta così come previsto dalla legge regionale” dichiara l’avv. Bonanni.

La corte di Appello di Roma, con la sentenza n. 3000 depositata l’1 giugno 2017, ha motivato la sua decisione, e afferma dei principi innovatori: “La Suprema Corte ha ritenuto la natura monofattoriale e il nesso di causalità con l’esposizione all’amianto del mesotelioma pleurico, si tratta d’altra parte di malattia tabellata in rapporto all’esposizione all’amianto e quindi sussiste la presunzione propria del regime tabellare. Quanto alle mansioni svolte va rilevato che dalla documentazione prodotta emerge come l’esposizione all’amianto riguardasse tutti i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo e, addirittura, gli abitanti della zona. L’esposizione è quindi dimostrata indipendentemente dalle mansioni svolte, come d’altra parte ritenuto dal CTU di primo grado immotivatamente disattesa dal primo giudice. Pertanto, accertata l’origine professionale del mesotelioma, condanna l’Inail a corrispondere agli eredi pro quota i ratei arretrati dall’1 dicembre 2014 al 15 luglio 2015.” 

Calogero Vicario, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Amianto Regione Sicilia, ribadisce che l’associazione è operativa in tutto il territorio regionale fin dal 2008, e presta assistenza tecnica, medica e legale, in modo assolutamente gratuito. Tutti i cittadini che ne hanno necessità possono prima di tutto consultare il sito osservatorioamianto.jimdo.com dal quale acquisire ogni utile informazione poi, nel caso fossero necessari chiarimenti e assistenza medica e legale, ci si potrà rivolgere direttamente all’associazione inoltrando una e-mail all’indirizzo: [email protected]

“L’associazione provvederà immediatamente a soddisfare, per quanto possibile, ogni esigenza che fosse manifestata. Continueremo a dare battaglia per il rispetto dei diritti dei lavoratori siciliani e siracusani. Il presidente della Regione, nonostante abbia il potere per emettere atti equipollenti equivalenti agli atti di indirizzo ministeriale, non provvede a emanare alcun provvedimento e di conseguenza i lavoratori sono obbligati ad intraprendere atti legali. Ci chiediamo le ragioni di tanto ostracismo nei nostri confronti. Siamo forse i figli di un dio minore? Siamo stati e siamo carne da macello delle imprese del nord Italia che fanno business nel nostro territorio e che portano via il profitto e ci lasciano i cancri e il territorio contaminato? Chiediamo una risposta dalle istituzioni, primo fra tutti il presidente Crocetta, che fa parte di diritto delle riunioni del consiglio dei Ministri. Che fa? Cosa ha fatto? Mentre i nostri lavoratori continuano a morire, la legge rimane inattuata. Sento di dire: mentre a Roma i politici discutono, Sagunto brucia! Solo che qui non c’è un generale cartaginese come Annibale, ma le nostre istituzioni che hanno tradito la Costituzione, che hanno permesso l’utilizzo di amianto, che porta morte e distruzione e quando ognuno di noi cade, nel senso che si ammala e muore, ci pensa l’Inail a negare l’origine professionale della patologia. Denunceremo questo ancora alla corte europea per i Diritti dell’Uomo e in sede internazionale. Non possiamo tollerare che questa strage continui” dichiara Vicario.

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Redazione NewSicilia



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