Protesta

Vietata la vendita ambulante agli stranieri. Orlando nell’occhio del ciclone

lo porto palermo
27 gen 2016 - 11:20

PALERMO - Il divieto del commercio ambulante nel centro storico nell’occhio del ciclone.

Una vera e propria bufera si è scatenata sulla misura interdittiva con la quale il primo cittadino del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, ha previsto la “chiusura” del centro storico al commercio degli ambulanti stranieri.

“Il sindaco Orlando, l’amico degli immigrati e degli ambulanti – lamentano i venditori – continua a vietare il commercio ambulante in tutto il centro storico, dal Politeama fino ai Quattro Canti comprese tutte le traverse, nonostante gli ambulanti siano in possesso di regolare licenza e paghino la tassa dovuta”.

Dalle 9,30 di questa mattina è in corso una protesta in piazza Verdi promossa dagli ambulanti interessati dalla vicenda.

“Dopo le ultime mobilitazioni dello scorso anno aveva deciso consentire il commercio ambulante almeno nelle traverse della via Maqueda: dal 20 dicembre del 2015, però, anche queste vie sono state interdette – lamentano in una nota – Ancora una volta il Comune tutto ha deciso che gli ambulanti e le loro famiglie, oltre 1500 nella città, devono morire di fame. Il valore della vita umana e dei diritti continua ad essere violato e disprezzato a livello politico ma non solo; perciò affermare una strada di solidarietà umana e di libertà positiva è fondamentale”.

“Solidarietà con chi cerca di lavorare dignitosamente, come tanti nostri fratelli bengalesi, marocchini, tunisini, senegalesi, italiani, da cui tutti compriamo qualcosa – si legge nella nota – Dal 2013 gli ambulanti sono protagonisti di una lotta importante, pacifica, solidale per la difesa del diritto al lavoro, una lotta difficile perché riguarda la vita e il vivere assieme. Sono intollerabili divieti che colpiscono l’esistenza delle persone e intere famiglie immigrate e che, peraltro, fomentano un razzismo che cresce in modo inquietante, soprattutto verso gli immigrati di religione musulmana ritenuti potenziali terroristi e affiliati del mostro neonazista ISIS”.

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Marco Bua



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