Itinerari

Un viaggio tra i sentieri di campagna con un accompagnatore un po’ speciale

san giovannello
28 ago 2016 - 06:03

Oggi facciamo un viaggio nel tempo.

Non abbiate timore, non serve che facciate nulla di pericoloso e vi assicuro che non c’è alcun rischio di rimanere bloccati in ere storiche lontane. Ritrovare la strada di casa sarà facile, anche perché sarà un personaggio speciale a indicarci il cammino.

Ci troviamo in un antico feudo dove la pianura abbraccia le colline circostanti come fossero piccoli uccelli tra le ali protettive della madre premurosa. A fare da cornice a questo affascinante scenario, un fiume con tanti piccoli affluenti.

Ci accoglie il barone Bartoccelli D’Altamira, un illustre uomo dalla lunga barba che ha tutta l’aria di essere di casa qui. Il suo modo di “colloquiare” con noi ci fa capire che abbiamo davvero fatto un bel salto indietro nel tempo e nonostante abbia origini spagnole si esprime in un italiano impeccabile.

“Se lor signori vogliono seguirmi, sarò lieto di mostrarvi la tenuta San Giovannello”.

Non ce lo facciamo ripetere due volte e cominciamo a seguirlo.

Intorno a noi coltivazioni di frumento, olivi, mandorli, viti, alberi da frutto a perdita d’occhio ci suggeriscono che l’uomo che ci precede deve aver avuto un grande amore per la sua terra.

“Un giorno signori, tanta dedizione verrà riscattata da chi viene dopo di me, e son certo verrò ripagato d’ogni fatica”.

Continuiamo a inoltrarci per la tenuta e nell’ascoltare le sue parole ci pare pian piano di vedere ciò che ci illustra con tanta passione.

“San Giovannello sarà come l’ho sempre sognata. Un’oasi in cui si producono prodotti agricoli di qualità, dove il rispetto per la terra sarà il primo comandamento. Già m’immagino coltivazioni di zafferano, di frumento, ceci e perché no, anche cicerchie, lenticchie. Si produrranno pane, pasta, olio, farine, crusca…posso già sentirne l’odore. Antiche varietà di semi troveranno il luogo ideale per far frutto e San Giovannello sarà punto di riferimento per la salvaguardia delle colture dei nostri padri. Prego signori, seguitemi, da questa parte”.

Sempre più affascinati dal racconto del barone non esitiamo a seguirlo e ci imbattiamo in un gruppetto piccoli “monelli” che si ricorrono l’un l’altro non curanti della nostra presenza.

“Loro sono quello di cui vi parlo. Quando li guardo mi sembra di vedere oltre banchi di fitta nebbia, posso scorgere il fiume alle prime luci dell’alba e vedere quanto di buono è stato fatto. La tenuta sarà “nido” per i bimbi alla riscoperta dei sentieri battuti dai loro nonni, ristoro dei viaggiatori, luogo accogliente in cui passeggiare e conversare. I signori vorranno perdonarmi se il mio divagare li importuna. Col vostro permesso, ho delle questioni che meritano la mia attenzione”.

Abbiamo appena il tempo di salutare il nostro gentile accompagnatore che ci accorgiamo che il nostro viaggio volge al termine. Riprendiamo il sentiero per raggiungere l’uscita e niente è più come prima.

San Giovannello ha preso forma, quella stessa forma sapientemente modellata dal barone nei suoi sogni.

I bimbi che ci avevano accerchiato qualche minuto prima non ci sono più, adesso sono adulti che ci stringono la mano lieti della nostra visita, fieri della loro storia e con lo stesso sorriso che ci aveva incantati.

È il momento di tornare a casa. Ma un momento, in carrozza o in auto?

San Giovannello fa parte della rete Gusto di campagna, l’associazione culturale che promuove ciò che di bello offre la Sicilia rurale.

Gusto di campagna significa vivere l’irripetibile esclusività del prodotto a valenza territoriale, divulgare le caratteristiche e la tradizione culturale del territorio, creare una relazione suggestiva tra tutti gli attori del sistema agricolo e non solo. Una realtà dove Il momento più importante è l’”Incontro”, un “luogo relazionale”, in cui si ritrovano i cultori di una tradizione enogastronomica siciliana unica che non manca mai di stupire il viaggiatore.

 

Marco Bua



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