Ribellione

Via libera UE ad ingresso senza dazi, quando il Made in Italy rischia di precipitare

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10 mar 2016 - 11:03

CATANIA - Arrabbiati, stanchi, “imbufaliti”… potremmo continuare ad aggiungere aggettivi su aggettivi per descrivere lo stato d’animo degli agricoltori che sono arrivati, stamattina a Catania per protestare e difendere il “Made in Italy”.

Le nostre arance, i mandarini, i pomodori, il grano, l’olio… rischia tutto di scomparire. Ma che stiamo facendo? Un campanello d’allarme sconvolgente alla luce, anche, del via libera definitivo da parte dell’Unione Europea all’ingresso senza dazi di 35 mila tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. 

“Il nuovo contingente agevolato – secondo la Coldirettiva ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale annuale degli arrivi ‘agevolati’ oltre quota 90 mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”.

Uno scenario disarmante è quello che si apre davanti ai nostri occhi ma dovremmo, almeno per una volta, reagire tutti insieme. Una simile mossa danneggia terribilmente i produttori italiani e fa aumentare in maniera esponenziale il rischio frodi per i consumatori.

“Vogliamo subito l’etichettatura di origine degli alimenti – gridano a gran voce alcuni agricoltori – chi attacca il Made in Italy, attacca l’Italia”.

Ciò che preoccupa di più è che nel caso specifico dell’olio d’oliva africano, esso venga mescolato con quello nazionale per acquisire una parvenza di italianità da sfruttare su mercati nazionali ed esteri. Sul banco degli imputati la potenziale “mancanza di trasparenza”

E mentre si diffonde sempre di più l’olio tunisino, noi dimentichiamo di avere 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate.

Forse dovremmo riflettere…

Giorgia Mosca



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