Degrado

Via Crociferi, i commercianti: “Una via completamente abbandonata dall’amministrazione”

Dott. Germanà, titolare di un negozio di pelletteria in via Crociferi
Dott. Germanà, titolare di un negozio di pelletteria in via Crociferi
1 apr 2016 - 12:48

CATANIA - Il degrado che si respira in via Crociferi è ormai cosa nota purtroppo. La notte, quando gli esercizi chiudono, la strada è totalmente in balìa di ragazzi che imbrattano muri, portoni, saracinesche, gradini, tutto quello che gli passi per la testa. È una situazione che lamentiamo da tempo immemore ma per la quale non sono state mai attuate misure decisive”.

Nelle parole di Germanà, titolare di un negozio di borse, valigie e pelletteria in via Crociferi si percepiscono delusione e forse anche un pizzico di rassegnazione.

Dopo anni di lotte e di numerose spese per ripristinare il decoro del prospetto del proprio esercizio, il dott. Germanà sembra non avere più alcuna fiducia che le cose possano cambiare.

“Nell’immaginario collettivo possedere un locale in centro storico è una ricchezza, e per qualcuno lo è davvero. Ma se consideriamo tutti i vincoli derivanti dalle direttive della Sovrintendenza ai Beni culturali per effettuare qualsiasi tipo di intervento sull’immobile, anche migliorativo, forse non ne vale nemmeno la pena. C’è chi non può piantare nemmeno un chiodo e chi, invece, fa ciò che vuole traendone anche un certo profitto. Se a ciò aggiungiamo il degrado che c’è in giro…”.

Continuiamo la nostra passeggiata insieme al nostro gentile accompagnatore che ci mostra le zone più “critiche”: muri graffitati, scritte, macchie di pipì, gradini e sedili rotti.

“Per mantenere l’ambiente pulito ho più volte affrontato spese di tasca mia perché ritengo che ciascuno di noi abbia una grande responsabilità nei confronti di questa via, ma non posso sempre ricorrere al mio portafogli per un servizio che dovrebbe essere garantito, è nell’interesse di tutti”.

Salutiamo il dott. Germanà con estremo rammarico. “Casa sua” è stata deturpata e nonostante tutto continua, da solo, a nutrire un forte senso di responsabilità nella speranza di poter cambiare qualcosa facendo la sua parte.

A proposito di responsabilità…qualcun altro si sente chiamato in causa?

Marco Bua



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