Manifestazione

Vertenza call center Qè: oggi manifestazione e sit in davanti alla Prefettura

presa da: Catania Today
presa da: Catania Today
10 mar 2017 - 10:15

CATANIA - Continua la protesta degli ex lavoratori e lavoratrici del call center Qè di Paternò: queste persone, infatti, armate di bandiere e con un animo colmo di insoddisfazione sono già raccolti in un sit-in che da piazza Università li porterà fino davanti alla prefettura nel tentativo di ottenere una risposta dalle istituzioni.

In sostanza i manifestanti protesteranno per sollecitare le committenze nazionali Inps, Enel, Transcom, Sky e Wind a partecipare al tavolo regionale aperto e sollecitato dal Ministero dello Sviluppo Economico; si tratta di un gruppo di lavoro fortemente voluto da sindacato ed ex dipendenti dove è prevista la presenza di un imprenditore locale disponibile ad avviare un progetto di lavoro potenzialmente efficace.

Per le segreterie e le RSU di Slc Cgil e Fistel CISL di Catania, il percorso concordato al Mise con la vice ministro Bellanova e la Regione Sicilia di un tavolo per ricercare soluzioni occupazionali per i circa 600 lavoratori che a dicembre si ritrovano senza occupazione, “sta subendo un rallentamento”.

Questi gravi disagi vengono imputati ad una “mancanza di responsabilità sociale e lavorativa delle committenti dell’ex azienda Qè – dichiarano i lavoratori -. Abbiamo sempre chiesto di riavere le commesse per riprendere un confronto con un imprenditore locale che si è subito reso disponibile ad un progetto industriale e di riqualificazione ed è incomprensibile questo atteggiamento di Enel, Inps, Wind e Sky che non possono rimanere a guardare”.

I sindacati hanno nuovamente chiesto alla Prefettura di Catania di intervenire nei confronti delle aziende: “Questa è una lotta di dignità sociale contro la mala gestione imprenditoriale e politica che si annida nel nostro territorio - spiegano i rappresentanti sindacali-. Invitiamo il prefetto ad una convocazione urgente poiché il tempo a disposizione sta per esaurirsi ed i lavoratori a breve non potranno contare su ammortizzatore sociale”.

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Redazione NewSicilia



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