Fede

Verso Sant’Agata: “la signorina”, la candelora degli ortofrutticoli

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21 gen 2015 - 06:37

CATANIA - Uno dei tre cerei più “festosi” delle celebrazioni di Sant’Agata, insieme a quello dei pescivendoli e dei macellai, interamente gestito dai rappresentanti delle categorie dei mestieri della storia e della tradizione catanese.

Detto “la signorina” per il suo passo elegante e leggiadro, per la grazia delle sue forme eleganti, arricchite dalle luci sfolgoranti che esaltano i 4 cigni che ne costituiscono la base, è il quinto in ordine di processione.

I lavori di restauro del 1959, hanno evidenziato la data del 1888, forse di un precedente restauro avvenuto in quell’anno. Il fusto raffigura scene del martirio di Sant’Agata e un trionfo di statue. Sotto la corona spicca la statua di S. Agata. Nel 1988 ebbe un nuovo restauro.

La festosità della candelora risiede non tanto nella mole della struttura (circa 680 Kg), quanto piuttosto nel “peso” che essa assume nel cuore dei fedeli e nella sua capacità di attrarre sempre più devoti alla Santa Patrona, alla sua vita, al martirio, alla morte e alla sua intercessione per i “figli” catanesi.

Il cereo è custodito all’interno del Santuario della Madonna del Carmine di piazza Carlo Alberto in attesa di rendere omaggio alla Santa tra le strade della città.

A cominciare i festeggiamenti, in anticipo come ogni anno rispetto al consueto programma di processione, saranno i portatori del cereo dei macellai che, proprio in corrispondenza della festa di San Sebastiano (al quale è intitolata la chiesa che ospita la candelora) si ritroveranno in piazza Castello Ursino per rendere i primi omaggi alla Santa.

“Sono giorni di grande fermento – racconta Daniele Molino, portatore del cereo degli ortofrutticoli -. È per noi un appuntamento importante ma soprattutto un incontro con la Santa che ciascuno attende con ansia nel proprio cuore”.

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Marco Bua



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